Scuola Materna

Paolo Busti (1900)

Tutto è grazia! E l’incontro può svelare una presenza divina. Solo allora il cammino anche a ritroso ha un senso, una meta. È vinta la sfiducia, si riaccende il cuore, che si apre alla speranza. E in quello “spezzare del pane” la mente si dilata a recuperare una comunione perduta e a nutrire di nuovo la vita, per l’annuncio e la missione.

 
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SCUOLA MATERNA “PAOLO BUSTI”:
per tutti un pezzo di storia

 

Al grande e complesso dibattito in atto oggi nella scuola, e nella scuola libera, noi a Venegono Superiore rispondiamo con la realta’ e con la presenza dell'Asilo "Paolo Busti" la cui origine e la cui intuizione iniziale riscopriamo nel libro di Roberta Lucato.
La lettura ci presenta la chiarezza della finalita educativa dei fondatori e la loro volonta' di perseguirla con il concorso di tutte le forze piu' vive e piu' sensibili del paese. E nasce, dentro, una profonda emozione nel ritrovare lo stesso desiderio di educazione, la stessa finalita' che, pur rimeditata continuamente in questi anni per l'accendersi del dibattito politico, ci rinnova nella consapevolezza di non aver disatteso le grandi premesse di quel lontano 1887.
Questa scuola, pur con vari mutamenti dettati dalle diverse situazioni storiche, si presenta come il proseguimento dell'Asilo-scuola di allora, proprio perche’, dopo 100 anni, sono rimaste salde nel tempo, per il concorso di pubblico e privato, la stessa finalita' educativa e la stessa attenzione al bisogno vero del bambino.
La bella struttura edilizia nel centro del paese si e’ mantenuta nel tempo e si mantiene oggi per la generosita’ di singoli e di gruppi che, avendo intuito la necessita’ di conservare questo patrimonio culturale, si sono prodigati e si prodigano con encomiabile e generoso altruismo perche’ possa continuare a svolgersi quel compito di educazione morale, intellettuale, religiosa e civile gia’ indicata dall'art. 1 dello Statuto organico del 13 novembre 1887.
La nostra storia continua in questo solco. Ne fanno fede la Carta dei Servizi, il Progetto educativo, il Piano dell'Offerta Formativa di cui la scuola si e’ dotata in questi ultimi anni, per rimeditare e chiarire a tutte le componenti della scuola, gestore, genitori, insegnanti e societa' civile, lo scopo, le proposte e il metodo educativo.
Anzi oggi, sorretti dall'esempio e dalla lungimiranza di chi ci ha preceduto, motivati dal desiderio di comunicare un significato ultimo della vita a 100 anni dalla costruzione dell'Asilo Busti, troviamo il coraggio e la convinzione di una nuova avventura: aprire una sezione di micro-nido integrata alla scuola materna.
Nella scia dei nostri predecessori, abbiamo trovato e troviamo nelle forze del paese e nell'Amministrazione Comunale, nelle diverse sue espressioni, una forte simpatia umana ed una fattiva collaborazione.
II Presidente dell'Asilo "Paolo Busti" Piera Santandrea


La scuola materna “Paolo Busti” - pur con le modifiche intervenute per definire la propria posizione giuridica - ha continuato a essere, dall’origine sino a oggi, una grande intuizione educativa.
Nell’anno 2000 abbiamo avuto occasione di parlare e scrivere della sua origine e della sua storia lungo questi lunghi anni. Ora lo sguardo si ferma a osservare più da vicino ciò che negli ultimi venticinque anni è avvenuto in questa realtà più che centenaria.
L’evoluzione giuridica
Quando, verso la fine degli anni Settanta - e nel clima politico di allora - si parlava di trasferire ai comuni le IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) che si riteneva non fossero più di utilità sociale, noi, a difesa della nostra scuola e della nostra storia, abbiamo intrapreso una serie di interventi confluiti nella richiesta di essere mantenuti e riconfermati in essere.
Fu così che, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 1978, il nostro asilo Busti è stato riconosciuto come ente che, svolgendo “in modo precipuo attività inerenti la sfera educativo-religiosa”, doveva essere escluso dal trasferimento ai comuni. Fu un momento importante per noi, perché questo atto, riconfermando e riconoscendo la nostra storia, ci ha mantenuto in vita con la stessa natura di IPAB.
Ma, come si sa, la storia cammina; e, con le condizioni politiche e la conseguente normativa, cambiano anche le scelte delle forme giuridiche più idonee per enti come il nostro. Confermati nel riconoscimento della nostra attività, abbiamo poi accolto, aderendo alle indicazioni della FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) a cui siamo federati, la possibilità offertaci dalla Regione Lombardia per una “depublicizzazione” dell’Ente. Così nel dicembre 1991 con Decreto della Giunta Regionale, all’asilo Busti è stata riconosciuta la personalità giuridica di diritto privato. È stato un provvedimento lungimirante, che si evidenzia soprattutto oggi in un sistema scolastico integrato.
Ma l’anno che ha segnato profondamente la storia del paese, oltre che dell’asilo, fu il 1992, quando le Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda, che avevano firmato una convenzione con la scuola, ci hanno lasciato per riduzione di personale religioso.
Fu una dolorosa separazione: il paese e la scuola venivano a mancare di una presenza ricca di umanità e di testimonianza. Cambiava la vita del paese. Furono necessari coraggio, forza e determinazione, anche perché già dal 1° settembre iniziava un nuovo anno scolastico con un’organizzazione diversa. Oggi possiamo dire che abbiamo mantenuto la scuola nel solco della tradizione che ci era stata consegnata.
E così, come sempre in tutti questi anni, abbiamo difeso anche da laici la libertà di educazione e il pluralismo educativo, sostenendo il principio di “sussidiarietà” dello Stato.
Ma c’era ancora da definire la posizione fiscale di enti come il nostro; con la riforma fiscale del 1997 sono stati introdotti alcuni elementi tali da farci considerare agli effetti giuridico-fiscali come enti commerciali. Non entriamo nel dettaglio, ma certamente gli addetti ai mestieri capiranno i termini della questione e il grave impegno gestionale conseguente.
L’anno 2000 poi è stato ricco di significato, nel solco della memoria ma anche di una nuova progettualità.
L’apertura del micro-nido, inaugurato il 17 dicembre 2000, ha voluto dichiarare il permanere di una presenza capace di rispondere ai nuovi bisogni della famiglia; e nell’anno giubilare ha significato anche la volontà di testimoniare la continuità della nostra presenza cristiana in campo educativo.
Ma il 2000 è stato anche l’anno in cui - a margine di un complesso dibattito, non ancora concluso -, verificate da parte della autorità scolastica le condizioni di ammissione al sistema scolastico integrato, la nostra scuola è stata riconosciuta, con decreto, come scuola paritaria. Certo la strada dell’adeguamento economico oltre a quello del riconoscimento giuridico è ancora lunga, ma noi confidiamo che il prevalere del riconoscimento del servizio pubblico possa avere ragione su ormai superate posizioni ideologiche.
Il sostegno delle famiglie e del volontariato
Non possiamo però dimenticare che in questi anni si sono andati sempre più rinsaldando i rapporti di stima e di collaborazione con tanti genitori e altri amici e con le realtà e i gruppi di volontariato presenti nel paese: i Comitati San Rocco e Santa Maria, l’Avis, la Banda, il Gruppo Alpini, del Buon Ambiente, la Protezione civile e il Centro terza età: dietro a tutte queste sigle ci sono volti precisi di persone che fanno della gratuità la loro dimensione umana e dimostrano con la loro fattiva presenza una condivisione ideale che ci incoraggia e sostiene.
L’Amministrazione comunale, oggi per il micro-nido come già dal 1981 per la scuola materna, ha stipulato con noi una convenzione come atto di riconoscimento del nostro servizio pubblico e come sostegno economico a contenimento delle rette. La sappiamo ancora al nostro fianco in una concreta collaborazione che, pur nelle rispettive autonomie, è sempre segno di grande rispetto e coscienza civile.
Anche i soci dell’asilo, depositari dell’identità della scuola, sono stati un grande sostegno ideale; dovremo riprogettare più ampiamente questa presenza perché crediamo ci siano ulteriori potenzialità ancora da esprimere.
Il lavoro educativo
Ma dentro questa storia c’è stato il vasto lavoro educativo delle insegnanti, quelle di ieri e quelle di oggi; abbiamo visto una grande affezione al lavoro e un’attenzione concreta alla persona del bambino e alla sua crescita integrale: tutto è stato vissuto in uno spirito di collaborazione continuamente cercato con i genitori, sia negli organi collegiali che nel rapporto personale.
L’intreccio con la realtà parrocchiale
La nostra storia, sia per le sue origini che per le scelte di oggi, si intreccia con la realtà parrocchiale: l’identità cristiana del nostro progetto educativo, le scelte operative di alcuni momenti significativi e importanti dell’anno scolastico, la presenza, di diritto, del parroco nel Consiglio di Amministrazione dicono quanto noi ci sentiamo parte integrante di questa comunità cristiana, che vogliamo contribuire a costruire con il nostro impegno e il nostro lavoro.
La passione per l’uomo, che è al fondo del nostro lavoro, è ciò che mettiamo tra le “cose buone” del nostro paese: con il lavoro di tutti abbiamo voluto contribuire alla crescita della coscienza civile e religiosa dei nostri piccoli, accompagnandoli sulla via della socializzazione e della crescita umana.