Parrocchia di San Giorgio

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LA PIAZZA DEI RAGAZZI

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Oratorio feriale 2008
Venegono Superiore

SOMMARIO:

- Saluto di don Maurizio
- Saluto di don Daniele
- Una giornata all’oratorio feriale
- Il gruppo animatori….
- ….e le mamme
- Bimbolandia
-compleanno di don Daniele
- Norme di comportamento
- La gita a colle don Bosco

GIORNATA TIPO DELL'ORATORIO

Vi vorrei parlare di una giornata tipo dell’oratorio. Intanto bisogna dire che ci sono alcuni punti fondamentali:
Bisogna avere voglia di divertirsi; Bisogna conoscere altre persone; Rispettarsi reciprocamente. Ascoltare gli insegnamenti che Gesù ci dà nel vangelo. Se qualcuno non rispetta uno di questi punti fondamentali, la sua giornata non sarà granché.
Una giornata, dunque, inizia ritrovandoci tutti all’oratorio entro le ore 9.00 per poi fare il momento di preghiera in salone con don Maurizio o, in queste ultime settimane, con don Daniele. Dopo la preghiera, vengono annunciate le varie attività della mattina: decoupage, manualità, lavoro del legno, coretto, i tornei vari e i compiti. Dopodichè, ognuno va a svolgere l’attività che più gli si addice mentre qualcuno partecipa a tornei improvvisati di “yu-gi-oh!” e di “magic”. La mattina trascorre fino alle 11.45. Al termine della mattinata ci si ritrova tutti in salone per dire la preghiera prima di pranzo. Chi va a casa a mangiare tornerà per le 14.00, mentre chi si ferma a mangiare vive una giornata “no stop”.
Alle ore 14.15 si ritorna in salone per dire la preghiera d’inizio pomeriggio. Come per la mattina, anziché delle attività vengono elencati i giochi pomeridiani. Quindi, a questo punto le squadre si dirigono sui campi da gioco dove vi rimarranno fino alle 15.30 perché c’è la pausa bar: è il momento del ristoro: una specie di oasi per ritemprarsi!!!!!!!!. Alle 16.00 le squadre tornano a giocare fino alle 17.00 quando viene detta la classifica giornaliera per poi andare in chiesa per fare la preghiera conclusiva e gli ultimi avvisi. Alle 17.30 tutti sono liberi di tornare a casa.


Don Maurizio a “passinpiazza”

Il saluto di quest’anno prende le mosse dal tema dell’Oratorio feriale: “passinpiazza”. C’è anzitutto il riferimento alla piazza: fin dall’antichità la piazza è stata il luogo dell’incontro, del confronto, del dialogo , della ricerca di strade buone per la collaborazione di tutti gli uomini. C’è allora un primo augurio: che l’aver vissuto
l’Oratorio estivo come “piazza”, anche tutti i nostri ragazzi possano diventare - come diceva San Giovanni Bosco –
“buoni cristiani e bravi cittadini, capaci di dialogare con tutti per il bene di tutti.
Ma dalla piazza i nostri passi si devono “muovere”: le direzioni sono tante; tante quante sono i ragazzi che abbiamo ospitato, perché ciascuno ha la sua storia e la sua vocazione. In ogni caso muovere dei passi vuol dire uscire dal proprio guscio, imparare a conoscere gli altri, e avere il coraggio di servirli. Ecco allora il secondo augurio: che questo oratorio feriale ci abbia insegnato un po’ di più a servire gli altri. lo dico soprattutto per i 50 adolescenti (numero altissimo!!) che si sono messi a disposizione dei più piccoli.
Infine: la piazza dell’oratorio chiude i battenti dell’estate, ma continua ad essere una proposta per tutti i ragazzi. L’appuntamento, perciò, è per il nuovo anno oratoriano di settembre perché il nostro oratorio possa essere un luogo di incontro per tutti: ragazzi adolescenti, giovani, e anche genitori.

Benvenuto don Daniele!!!

Salgo in corsa sul grande treno dell’oratorio feriale. Dopo la pausa vacanziera mi trovo immerso in un turbinio di ragazzi che di gioco in gioco, di sorriso in sorriso, di marachella in marachella, imparo a conoscere sempre meglio. Il treno è partito e sta per arrivare a destinazione, siamo agli sgoccioli, ma è ancora carico di ragazzi, di mamme, di animatori, forse un po’ stanchi ma ancora volenterosi e fedeli che stanno spendendo bene le loro ultime energie al servizio dei più piccoli.
Corriamo infatti sui binari del servizio correndo insieme e incontro alle nuove generazioni. C’è chi chiede un sorriso, chi si accontenta di uno sguardo ed un incoraggiamento, chi vuole vincere assolutamente la partita che sta giocando, chi vuole imparare a cantare. A tutti cerchiamo di dare l’occasione di vivere bene questo tempo tenendo conto delle sue esigenze con l’intento di crescere tutti insieme e vivere un tempo di incontro e di gioia che sia servizio, impegno e dedizione. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, faticato e condiviso questo tempo speciale dell’oratorio feriale rendendolo un tempo e un luogo accogliente, vivace e gioioso. A tutti un caro saluto e arrivederci all’anno prossimo.

INTERVISTA A UN ANIMATORE

È difficile gestire ragazzi?
R. Così e così, se non ascoltano è più difficile, e da parte nostra è impor tante imparare a farci ascoltare attirando la loro attenzione.
D. Puoi decidere se fare l’animatore di Bimbolandia o dei ragazzi?
R. Gli animatori si decidono nelle riunioni di programmazione in base alle attitudini di ciascuno.
D. Come dovrebbe essere un animatore moderno?
Anzitutto, come dice la parola “animatore” deve saper animare i ragazzi, coinvolgerli nel gioco, soprattutto quello di squadra; poi deve essere capace di ascoltare i ragazzi; non guasta nemmeno un tocco di gentilezza e di finezza. Per questo abbiamo messo al bando dal nostro oratorio le parolacce; preferiamo dialogare!
D. Per quale squadra tifi?
Ciascuno di noi animatori è inserito in una squadra, per condividere l’impegno dei ragazzi. Ciascuno di noi, perciò, tifa per la squadra in cui è inserito.
D. Qual è il momento dell’Oratorio feriale che più ti piace?
Personalmente preferisco il momento del gioco di squadra, anche perché così posso partecipare anch’io. Non mi dispiace nemmeno il momento in cui ci si trova tutti in salone per il momento dell’animazione con i canti e i balli.
C’è qualcosa che ti dà fastidio e vorresti cambiare?
Vorrei non aver accumulato debiti a scuola! Questo mi costringe a studiare anche durante l’Oratorio feriale.

Grazie! Un caro augurio per un servizio sempre più efficace in Oratorio!


Le mamme dell’Oratorio: una grande risorsa….

Proprio perché fanno un grande lavoro (come d’altra parte già fanno anche nella propria casa) abbiamo anche intervistato alcune mamme che lavorano nell’ ambito dell’oratorio.

Abbiamo iniziato dal bar….

D. Come è essere mamma nell’ambito dell’oratorio?
R. È piuttosto impegnativo ma interessante; ci vuole molta pazienza e non guardare troppo gli errori. In ogni caso qualche volta bisogna anche ri- chiamare, e questo ci dà un po’ fastidio.

D. È difficile lavorare al bar?
R. No, è impegnativo ma divertente vedere i bambini gestire i propri soldi.

D. Come fate ad accontentare i bambini con tutto quel trambusto?
R. Con un po’ di pazienza si risolve tutto.

Abbiamo continuato con le mamme della cucina

D. Come si sente a lavorare in cucina?
R. Bene, e ci dà anche soddisfazione.

D. C’è un menù prestabilito o lo decidete giorno per giorno?
R. Lo decidiamo giorno per giorno, cercando di variare, soprattutto il dolce, ma anche cercando di accontentare tutti.


Bimbolandia: un occhio sul mondo dei più piccoli.

I bambini di prima e seconda elementare hanno un proposta particolare, un percorso parallelo a quello dei più grandi.
Abbiamo intervistato qualche bambino e qualche educatore per verificare se la proposta è gradita ai bambini.

D. A che cosa giocate?
R. A tanti giochi, ma è bello anche giocare a creare diverse cose con la sab- bia.

D. Hai deciso tu di fare l’animatrice di Bimbolandia?
R. Sì, ho deciso io per provare a stare con i bambini.

D. È bello essere un’animatrice di Bimbolandia?
R. Si, è bellissimo ma è anche stancante.

D. Da quanti anni sei animatrice di Bimbolandia?
R. Questo è il primo anno che faccio l’ animatrice di Bimbolandia.

D. Che emozioni provi?
R. Mi fa piacere perché mi risento bambina.

D. Ti piace stare a Bimbolandia?
R. Si, perché è un gruppo compatto e siamo unite anche tra animatrici.

D. Si può usare l’acqua?Perchè?
Sì, la usiamo nella sabbionaia, perché la terra diventa più consistente e tiene la forma delle “opere” che i bambini realizzano.

Anche a voi un carissimo augurio: crescendo coi bambini possiate cresce re anche voi nel servizio.

E i ragazzi… cosa ne pensano?

Lo abbiamo chiesto a un ragazzo di seconda media. Probabilmente le risposte sarebbero state diverse nel caso di ragazza.

D. Ti piacciono i giochi organizzati?
R. abbastanza anche se alcuni sono noiosi.

D. Come sono secondo te gli animatori?
R. Simpatici, ma a volte dicono parolacce.

D. Ti piacciono i balli del salone?
R. No, perché non ci piace ballare.

D. Ti piace come è stato organizzato l’oratorio feriale di quest’anno?
Si, perché ci sono dei giochi divertenti e perché ci si diverte tanto.


NORME DI COMPORTAMENTO

L’Oratorio è una realtà complessa. Partecipare all’Oratorio significa anche condividere alcune norme di comportamento per il buon funzionamento della attività.
Con un piccolo gruppetto di ragazzi abbiamo provate a stendere una specie di Decalogo.

Ve lo presentiamo.

Non insultare o alzare le mani su chiunque;
Accogliere con disponibilità le indicazioni di don Maurizio, don Daniele o degli animatori;
Non sporcare l’oratorio perché si fa del male a se stessi e agli altri;
Non prendere oggetti non propri;
Rispettare chiunque ci si trovi davanti;
Non stare in luoghi dove non si dovrebbe stare;
Non fare di testa propria ma ascoltare le indicazioni dei responsabili;
Per risolvere dei problemi non passare alle mani ma chiedere un consiglio ad un animatore;
Non fare gli stupidi sulle scale o in qualunque altro luogo;
Impegnarsi durante i giochi proposti nel mattino e nel pomeriggio.

Non sono i Dieci comandamenti che Dio ha dato a Mosè, ma certamente sono indicazioni di comportamenti utili a vivere bene e insieme il nostro Oratorio feriale.


BUON COMPLEANNO DON DANIELE

Il 2 Luglio il nostro caro don Daniele ha compiuto gli anni.
Gli abbiamo posto alcune domande sul suo compleanno:

D. Quanti anni hai compiuto?
R. Ho compiuto 39 anni.

D. Come ti sei sentito festeggiato da tutti?
R. Mi sono sentito felice, soprattutto perché mi so no visto circondato da molti ragazzi.

D. Come ti trovi a Venegono?
R. Mi trovo sempre meglio.

D Com’è essere prete?
R. È una cosa da scoprire ogni giorno, ma è bella.

D. Quando è nata la tua vocazione?
R. Durante gli anni dell’università.

D. Da piccolo quale lavoro avresti voluto intraprendere?
Avrei voluto fare il meccanico.


LA GITA A COLLE DON BOSCO

Il giorno 19/06/08 gli oratori di Vengono Superiore e di Venegono Inferiore hanno partecipato alla gita a colle don Bosco.
Don Bosco sin da 9 anni, capì la sua strada: la strada dell’aiutare il prossimo. Il suo primo oratorio era costituito solamente da una tettoia.
Il sogno che ebbe a nove anni gli prese pian piano la vita. Comunque, la gita ebbe inizio alle ore 7.00 con tre ore di viaggio. Alle ore 10.00 circa arrivammo
a colle Don Bosco dove venimmo accolti da molti animatori, anche da uno speaker che fece stare tra le nuvole le nostre animatrici. Appena scesi e presi gli zaini tutti gli oratori, andammo a fare una visita al tempio inferiore e a vedere la riproduzione del corpo di don Giovanni bosco. Ci avviammo all’ingresso del tempio superiore dove ci fecero ballare insieme a molti oratori: che scena meravigliosa vedere tanti ragazzi ballare insieme! Dopo, gli animatori di colle don Bosco, fecero entrarezaini ci venne detto dove era il nostro campo base. Ci dirigemmo lì e vi lasciammo i nostri zaini dopo un rapido spuntino. Prima di ritrovarci c i ragazzi delle medie di ogni oratorio nel tempio superiore per raccontare la storia di don Bosco e per una rapida visita. Dopodichè, divisi tra elementari e medie, ulteriormente divisi in squadre, giocammo tra vari stand per cercare di conquistare la vittoria. Alla fine dei giochi, purtroppo, noi non conquistammo la vittoria. Ritrovatoci tutti ancora una volta davanti all’entrata del tempio superiore e detta la preghiera ci dirigemmo stanchi, accaldati ed affannati al nostro campo base per rifocillarci. Durante la pausa pranzo tutti pensavamo ai famosi giochi con l’acqua che sarebbero avvenuti nel pomeriggio alle 14.00, l’orario annunciato per il ritrovo, ci ritrovammo per la terza volta davanti alla maxi entrata del tempio superiore. Lì ballammo ancora e divisi sempre tra elementari e medie, ma a oratori, ci dirigemmo correndo e sbraitando agli stand più vicini. Alcuni stand erano divertentissimi: immergersi completamente in acqua per poi strizzarsi sopra una mezza bottiglia: vinceva di più la squadra che riempiva di più la mezza bottiglia; oppure tirare le palle di spugna inzuppate sui propri animatori/trici e molti altri ancora. Dopodichè ci ritrovammo al solito luogo per sapere cosa fare. Tornati al campo base per cambiarci e mangiare qualcosina, andammo per l’ultima volta nel tempio superiore per fare un momento di preghiera speciale. Dopo di ciò, ci regalarono una cartolina e ci dirigemmo al campo base per recuperare le nostre cose e per dirigerci al pullman. Gli animatori di colle don Bosco ci salutarono e, dopo un altro estenuante viaggio di ritorno guardando Ratatouville, arrivammo a Venegono superiore per le 19.15 e a quel punto, purtroppo, la nostra gita finì.


INTERVISTA ALLE CUOCHE


D. Andate fiere dei vostri capolavori culinari?
R. Sì, di più quando i ragaz zi mangiano.

D. Create nuovi piatti o li prendete da ricettari?
R. Li creiamo noi, con molta semplicità.

D. Qual’è il piatto che i ragazzi preferiscono?
R. Certamente la pizza, ne facciano proprio tanta! Ma anche le polpette sono apprezzate.. Per non parlare dei dolci!

D. Vorremmo le vostre opinioni per la pasta “ Passi in Piazza “.
R. è stato un piatto molto particolare e ricco di ingredienti (Wurstel, prosciut to, formaggio), doveva esprimere la varietà anche dei nostri ragazzi. For se non è stata molto apprezzato perché alcuni ingredienti non piacciono a tutti piacciono a tutti .


INTERVISTA ALLA TINA (La segretaria)

D. È stressante il lavoro da segretaria?
R.. Dipende dai giorni.

D. Di cosa altro ti occupi?
R.. Mi occupo di altre cose, dove serve.

D. Quante ore lavori al giorno?
R.. Più o meno otto ore.

D. Avresti voluto non fare qualcosa nell’ambito dell’oratorio?
R.. No!!!

D. L’occupazione più difficile che hai mai fatto:
R.. Farsi obbedire dai ragazzi.