I Missionari Comboniani

Tutto è grazia! E l’incontro può svelare una presenza divina. Solo allora il cammino anche a ritroso ha un senso, una meta. È vinta la sfiducia, si riaccende il cuore, che si apre alla speranza. E in quello “spezzare del pane” la mente si dilata a recuperare una comunione perduta e a nutrire di nuovo la vita, per l’annuncio e la missione.

 
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IL CASTELLO E I PADRI MISSIONARI COMBONIANI

Sul territorio parrocchiale si erge anche il “Castello dei Missionari”.
La struttura è grossa, imponente. Ma di questo avevano bisogno i missionari Comboniani negli anni 1920, quando le vocazioni da accogliere diventavano sempre più numerose.
Il Castello è sempre stato una casa di formazione: da lì sono passate, nel loro periodo formativo, schiere di missionari ora sparsi in tutto il mondo.
Qui c’è, e c’è stato nei primi tempi, il “noviziato”. Nnoviziato è il periodo in cui il candidato (novizio) alla vita missionaria viene iniziato alla vita religiosa comboniana; al termine egli vi fa il suo ingresso con la professione religiosa, emettendo i voti di castità, di povertà e di obbedienza: è un periodo di lavoro interiore, di discernimento, di scelta, di consacrazione.
Nel 1948 il noviziato venne trasferito altrove e il Castello ospitò gli “scolastici”, cioè gli studenti in teologia che si preparavano all’ordinazione sacerdotale. In questo periodo, fino al 1969, il Castello si abituò all’internazionalità: c’erano vocazioni inglesi, spagnole, portoghesi, sudanesi, messicane. I più vecchi si ricorderanno certamente di tutti questi giovani entusiasti che, con la barba o no, sciamavano dal Castello con le loro biciclette nelle varie parrocchie per il ministero spicciolo o di animazione missionaria. In certi anni erano anche più di cento.
Dopo il 1971 si riportò a Venegono il noviziato. Col passare degli anni, siamo entrati in un periodo di “vacche magre”. I numeri delle vocazioni sono vistosamente diminuiti; ma dobbiamo ringraziare il Signore perché “qualcuno c’è sempre”: è sempre un miracolo di Dio il fatto che oggi un giovane lasci tutto per una vita spesa interamente per il vangelo; ed è una grazia di cui esserne meravigliati e grati.
Una comunità come quella di Venegono è sempre stata relativamente numerosa, variegata e vivace; e si è sempre preoccupata di essere lievito, fermento missionario sul territorio e sulle Parrocchie. In particolare si è impegnata e si impegna in un assiduo lavoro di animazione missionaria: da quella spicciola delle giornate missionarie nelle parrocchie, dove si raccolgono anche fondi per le missioni, a quella più importante di animazione e formazione, a livello di decanato, dei vari gruppi missionari esistenti; alla collaborazione con gruppi di varia estrazione che si occupano di tematiche attinenti alla missione quali giustizia e pace, la salvaguardia del creato, fame e sviluppo. Oltre a questo, non dimentichiamo tutta l’attività che ruota attorno al presepe annuale, che accoglie numerosi visitatori e che è spunto di volta in volta per un’intelligente sensibilizzazione su un tema tipicamente missionario.
Nella comunità dei missionari opera anche l’equipe-GIM: è composta da due padri più giovani e da una suora comboniana, che lavorano soprattutto in ambito giovanile. Si prefiggono di proporre ai giovani degli orizzonti più ampi, accostandoli alle problematiche che riguardano i poveri della terra, l’urgenza della solidarietà, i valori del vangelo. Ai giovani più sensibili propongono, qui al Castello, ritiri mensili e convivenze più prolungate, per aiutarli a interiorizzare, a capire, a discernere e a compiere la propria decisione. Questi Padri guidano anche delle esperienze estive, qui e in missione, proponendo così di condividere da vicino il destino dei più poveri.
Avendo ricordato la suora che lavora nel GIM, dobbiamo volentieri segnalare che al Castello risiede anche una comunità di Suore Comboniane, che hanno la cura del servizio domestico. Ma non solo!
Visti i grandi spazi, la comunità è sempre stata pronta ad accogliere gruppi, che approfittano dell’ambiente ospitale per fare una giornata di ritiro, in preparazione a un sacramento, o per consolidare il proprio cammino. È anche un’occasione per lasciar cadere una parola e offrire una testimonianza missionaria, nella speranza che il buon terreno porti frutto.
In questi ultimi anni si è anche intensificata la collaborazione con la parrocchia di Venegono Superiore, a causa della ristrutturazione pastorale in seguito alla partenza di don Michele. Per i missionari è un’occasione importante per vivere una presenza ben radicata nel tessuto sociale in cui vivono e per evitare il rischio “di essere da tutte le parti e di non essere da nessuna parte”.

IL GRUPPO MISSIONARIO


Il nostro gruppo missionario è nato nel 1997, grazie alla tenace e grande forza di volontà di padre Daniele Nardin, missionario comboniano adesso in missione in Perù.
È formato da laici, giovani e adulti, che vivono la missione come uno stile di vita che li caratterizza; si prefigge i seguenti obiettivi: assumere lo stile di Cristo con la scelta di partire dai poveri e con mezzi poveri, far proprio uno stile di vita alternativo per esprimere una solidarietà universale capace di donare vita piena a tutti, proporre gesti profetici di annuncio e di denuncia anche attraverso i vari tipi di obiezione e di condivisione.
La cosa importante, in cui fermamente crediamo, è che l’essere missionario non è un “di più” per il cristiano, ma è la vera essenza, la risposta all’invito di Gesù: “Andate in tutto il mondo, annunciate il mio vangelo a ogni creatura”.
Come gruppo missionario parrocchiale ci incontriamo una volta al mese, guidati attualmente da padre Stefano Melzani, comboniano; alcuni di noi rappresentano il nostro gruppo al gruppo missionario decanale.
Attuiamo le seguenti proposte concrete: ogni prima domenica del mese allestiamo un banco vendita di prodotti del commercio equo e solidale; a natale e a pasqua sosteniamo la vendita di panettoni, colombe e uova per collaborare a un progetto missionario; in altre occasioni dell’anno (festa della donna, giornata missionaria) proponiamo iniziative a sostegno di progetti missionari; organizziamo infine incontri di formazione e di conoscenza di alcune realtà missionarie.
I progetti a cui destiniamo il ricavato delle iniziative variano nel tempo e vengono decisi di volta in volta dal gruppo.
Recente e vicino esempio per tutti noi è stato don Michele, missionario “fidei donum” della diocesi di Milano, che ha dato alla nostra parrocchia e in modo particolare ai giovani un’impronta missionaria e che continuiamo a seguire attraverso l’impegno nel gruppo missionario.


Laici impegnati in missione
Ecco i nostri laici impegnati in missione.
Filippo Ciantia: nato e vissuto a Venegono Superiore, dopo la laurea in medicina sposa la dottoressa Luciana Bassani; subito partono come missionari laici per il nord Uganda (Africa); a Kitgum incontrano moltissime difficoltà (non c’è acqua né luce), tuttavia confortati e aiutati dai Missionari Comboniani del luogo. L’amore per i più bisognosi li sostiene, da ventidue anni, con una numerosa famiglia; e la loro missione continua affascinante come all’inizio.
Ersilia e Gianni Belotti: lavorano attualmente in Mozambico. Ersilia opera in un orfanatrofio gestito da suore, che accoglie circa sessanta bambini da zero a quindici/sedici anni, nella città di Tete, capoluogo di una vasta provincia nel nord del Mozambico. Gianni invece è coordinatore di un progetto per la formazione di un consorzio di pescatori per la raccolta e la vendita del prodotto pescato.