La Parola

La fede nasce dall’ascolto e quindi dal silenzio, per sentire risuonare in noi la Parola di Dio. Il sì della fede genera una nuova creazione. Anche oggi il Verbo si fa carne e pane quotidiano perché la nostra vita trovi senso e bellezza, in una prospettiva di eternità. Vano e stolto è l’ascolto, come casa costruita sulla sabbia, se l’ascolto non crea testimoni. “Il mondo d’oggi più che di maestri, ha bisogno di testimoni” (Paolo VI).
Una Comunità che ascolta scoprirà sempre, a poco a poco, la presenza, la bellezza, di una Voce, di un Volto.

 
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LA PAROLA:
un cammino permanente di ascolto per tutti


L’iniziazione cristiana
L’iniziazione cristiana rappresenta un particolare momento nella maturazione dei nostri bambini, e l’attenzione per loro viene sempre ritenuta essenziale per rendere piacevole il momento della scoperta di Dio e della sua Parola. In questa opera di introduzione alla fede sono impegnate oltre che la famiglia tante altre persone: a cominciare dalle insegnanti della scuola materna alle catechiste dell’iniziazione, agli educatori dell’oratorio. Questi itinerari fatti con incontri settimanali accompagnano i bambini nella loro crescita spirituale e nella preparazione a ricevere i primi sacramenti.
Dai preadolescenti agli adulti
Nella nostra parrocchia si è riusciti in questi anni a creare un accompagnamento specifico anche per i preadolescenti, gli adolescenti, i giovani e gli adulti. In questi venticinque anni sono state molte le iniziative proposte, che vanno dalle classiche giornate di ritiro a incontri particolari nei periodi forti dell’avvento e della quaresima. Si sono invitati spesso anche esperti e pedagogisti per permettere a tutti di calare l’insegnamento della Bibbia nei problemi di ciascuno, nella vita quotidiana della famiglia, nell’educazione ai figli.
La forza-catechesti
L’annuncio della Parola di Dio viene proposto ormai in modo organico e permanente a tutti. Questo è diventato possibile grazie a un bel gruppo di catechisti e catechiste. Sono una presenza preziosa che la comunità ama e stima sempre di più. Con gli animatori dei Centri di Ascolto e gli educatori dell’oratorio sono circa cinquanta le persone che offrono il pane della Parola, con programmi specifici. Di questa presenza non possiamo fare altro che ringraziare e gioire.
Una formazione permanente
Sulla conoscenza della Bibbia, sulla strada che ci propone, si gioca tutto il futuro della nostra fede. Il cristiano di oggi deve capire che solo con la Parola di Dio può trovare il senso pieno della propria vita e affrontare le sfide di una società secolarizzata, frammentata, nell’incontro e in dialogo con altre religioni. La formazione permanente diventa così un’esigenza, un imperativo che deve accompagnare tutta la vita del cristiano.


LA PAROLA:
nella celebrazione dell’eucaristia, dei sacramenti


Il luogo privilegiato dell’annuncio della Parola è costituito dalla liturgia. È questa una Parola ancora oggi non del tutto compresa dal popolo di Dio. La liturgia indica quei momenti in cui siamo convocati come persone e come comunità, per attuare oggi e qui il nostro incontro con il Signore Risorto. È un tempo carico di grazia, carico di mistero, dove i riti, il canto, la presenza dei credenti, hanno lo scopo di guidarci all’incontro con Dio.
L’annuncio, l’ascolto della Parola, costituiscono sempre una parte essenziale nella celebrazione della liturgia dei sacramenti.
Nel giorno del Signore
Che la domenica sia considerata e vissuta come giorno del Signore non è più un fatto scontato. Per molti sta diventando prevalentemente un giorno di svago, di passeggiate, di divertimento. Ci sono allora quei cristiani che dicono di essere tali senza “andare a messa!”…, ma questo non può essere vero.
Nella nostra parrocchia la frequenza alla santa messa festiva si aggira sul 25-30%; nelle solennità raggiunge il 60-70%; il 30% non frequenta quasi mai, se non nel caso di matrimoni e funerali. Questa scarna statistica dice quanto sia importante guidare tutti all’ascolto della Parola; senza questo ascolto non ci può essere fede, né una pratica religiosa, autentica e gioiosa. Nella messa è indispensabile il silenzio perché la parola ascoltata penetri in noi. Chi celebra ha il difficile compito di rendere la Parola chiara e comprensibile a tutti. Ci chiediamo con quale atteggiamenti dobbiamo partecipare all’eucaristia perché possa farci avvertire una presenza divina e generare un incontro.
Nella celebrazione dei sacramenti
La celebrazione dei sacramenti avviene sempre nell’annuncio e nell’ascolto della Scrittura. Solo così i segni sacramentali prendono significato e diventano efficaci: nella fede che nasce dall’ascolto. Se la Parola non occupa il primo posto nel cuore e nella celebrazione, si scade nel ritualismo, nella pura cerimonia. Di per sé i riti, i luoghi, il canto non dicono nulla; solo se vissuti nella fede diventano sentieri che introducono al mistero. Il concilio Vaticano II ha richiesto che vengano sempre preparati da una catechesi adeguata.
Certo, si pone oggi un grosso problema: che valore dare ai sacramenti se sono solo un’occasione per far festa, se si celebrano per il folclore dei riti o per una semplice usanza?
Il primo passo di ogni essere umano per entrare nella Chiesa è il battesimo, che con il gesto dell’acqua e nella forza dello Spirito ci santifica e ci rende dimora di Dio. È indispensabile che i genitori siano consapevoli di quanto avviene nel battesimo e se ne assumano la responsabilità.
L’amministrazione della cresima coincide con il difficile passaggio alla preadolescenza. Questo salto di qualità esige una prima scelta di libertà: da un credo accolto nell’infanzia a un credo più responsabile. È in questa fase che diventa indispensabile la testimonianza dei genitori, della famiglia. Ma se non si è stati conquistati dalla bellezza della Parola, tutto cadrà come una casa costruita sulla sabbia.


PER UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE


Il clima di indifferenza religiosa, del secolarismo, che hanno intaccato anche la nostra parrocchia proponendo una vita che non lascia più spazio al sacro, al rapporto con Dio, e il desiderio che il dono della Parola spalanchi una concezione della vita più bella per tutti, ci hanno spinto a tentare nuove proposte per una “nuova evangelizzazione”.
La missione del 2001

È stata effettuata nel febbraio del 2001 dai Padri Missionari di Rho. C’è stata una preparazione attenta e prolungata, con la partecipazione di un gruppo a un corso a Rho. L’istituzione dei Gruppi del vangelo, la disponibilità delle famiglie ospitanti, la partecipazione alle giornate, hanno svolto un ruolo importante, facendo del 2001 un anno di partenza per una nuova fase nella catechesi comunitaria.
Per quindici giorni tutta la comunità, dall’11 al 25 febbraio è stata coinvolta da questo annuncio. Si è avuta l’impressione di qualche cosa di nuovo, vissuto con grande partecipazione e tanta gioia. I ragazzi al mattino riempivano la chiesa e cantando per la strada, come in una grande festa, raggiungevano la scuola. Gli adulti, in unità con la parrocchia di Venegono Inferiore, hanno vissuto momenti di riflessione e preghiera.
La presenza del cardinale Carlo Maria Martini alla celebrazione della santa messa del 21 febbraio ha segnato il momento culmine di questa celebrazione.
I Centri di ascolto
Durante e dopo la Missione sono stati istituiti i Centri di ascolto; sono tredici, frequentati da circa centotrenta persone e sono ubicati presso alcune famiglie, oltre che al Centro “Shalom”. Gli incontri, a cadenza mensile, prevedono in ogni incontro tre momenti: osservazione, interpretazione, applicazione. Il brano evangelico prescelto viene analizzato nella sua struttura, inquadrato nel contesto così da renderne più accessibile l’interpretazione; infine si applica il messaggio al nostro vivere quotidiano. Con la Missione, i Centri di ascolto sono diventati la modalità ordinaria per la catechesi organica degli adulti.
La Scuola per genitori
L’idea di una “Scuola per genitori” nasce dal desiderio di affiancare la famiglia nel suo compito di educare. Da vari incontri è emersa questa necessità, questa urgenza.
Con l’aiuto di specialisti del Centro psico-pedagogico dei Salesiani di Arese, si è dato inizio quest’anno al progetto. Esso prevede interventi nelle varie discipline dell’educare, rivolti ai genitori nelle varie fasce di età dei figli. Occorreranno degli anni per realizzare questa Scuola, ma la strada da percorrere è chiara. Utilizzando il nuovo edificio del Centro “Shalom”, costruiremo un punto educativo importante per camminare con i genitori, guardando con più fiducia alle difficoltà dell’educare, in una collaborazione indispensabile tra parrocchia e famiglia.