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IL GEMELLAGGIO CON ORZESZE E GORA
(Polonia)
Venegono è stato, da sempre, un paese aperto ai contatti con altre
realtà, oserei dire al mondo, vuoi per la sua posizione geografica
che ha attirato visitatori da ogni dove, specialmente da Milano, vuoi
la presenza dei Missionari Comboniani, che hanno dato maggiore slancio
alla sua predisposizione culturale all’internazionalità.
Non è apparsa quindi una novità la risposta data nel 1984
a una richiesta d’aiuto proveniente da un paese oltre cortina: la
Polonia.
In quel periodo l’Europa era ancora divisa tra est e ovest, e la
Polonia, sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, risultava
territorio di sfruttamento, tanto che mancava a quasi tutta la popolazione
il necessario per vivere.
In quell’anno, a seguito di una corrispondenza epistolare con alcuni
sacerdoti polacchi, venne organizzato il primo viaggio di aiuti, sfruttando
un lungo “ponte” comprendente la santa pasqua e il 25 aprile.
Dopo due giorni interi di viaggio, complici le ore passate alle varie
dogane dell’est, si giunse a contatto con la realtà polacca
e con quelli che già chiamavamo “i nostri amici polacchi”.
Ci si presentò una realtà rimasta indietro di trent’anni
rispetto alla situazione italiana, ma con una dignità estrema,
che abbiamo sempre più apprezzato durante gli altri viaggi e le
reciproche visite.
Il dialogo continua
L’anno successivo erano loro a farci visita, e noi a ricambiare
l’ospitalità. In quell’occasione tutta Venegono si
attivò per organizzare banchi vendita e per raccogliere fondi,
tanto che si riuscì a coprire non solo tutte le spese del soggiorno,
per lo più presso le diverse famiglie, ma anche il viaggio in autobus
fino a Roma e a Montecassino.
Da allora gli scambi si sono fatti via via più frequenti, facendo
crescere sempre più l’amicizia e la conoscenza reciproche.
Il culmine di questo gemellaggio tra Venegono e i paesi di Gora e Orzesze
si è avuto nell’agosto del 1987 con il pellegrinaggio della
nostra comunità in terra polacca.
Da quegli anni molto è cambiato in Polonia, molte barriere sono
cadute e il nuovo corso politico ha risollevato la Polonia dalla situazione
di sudditanza, in cui si trovava.
Ora non c’è più bisogno di portare aiuti materiali,
ma è importantissimo per tutti mantenere questo legame di amicizia
e di affetto, che ci ha permesso di toccare con mano che cosa vuol dire
essere parte viva di una sola Chiesa, di una sola umanità.
IL GEMELLAGGIO CON VELERU (India)
Tutto cominciò nell’ottobre del 1989 con la presenza in Italia
di suor Maria Lorenza Bietti, che in quell’anno ricordava il XXV
anno della sua consacrazione religiosa; per l’occasione era venuto
a Venegono Superiore anche il suo vescovo, monsignore Thumma Bala, per
conoscere i famigliari e il paese natale di questa sua preziosa collaboratrice.
Nacque così l’idea di fare un gemellaggio con una parrocchia
povera; e l’idea si concretizzò durante la messa solenne,
con lo scambio delle rispettive mappe geografiche.
Ci è stato poi comunicato che ci veniva affidata la parrocchia
di san Francesco di Sales (Saint Francis de Sales Church) di Veleru, un
villaggio davvero molto povero, quasi al confine della diocesi di Warangal
nella Stato dell’Andhra Pradesh.
Allora Veleru era composto di molte capanne, una chiesa finita da poco
e la casa del parroco, davvero molto misera. Con l’attenzione del
vescovo e l’amore di padre Raja, primo parroco, è iniziata
una forte attività pastorale, e soprattutto sociale, per la promozione
umana della gente: l’iniziativa riguardò sia la sede parrocchiale
sia una ventina di villaggi circostanti, anch’essi affidati alla
cura di padre Raja.
Il nostro finanziamento ha dato la possibilità di costruire il
convitto “Saint George Boys Bording” per ospitare le prime
classi della scuola e l’alloggio per i bimbi orfani, poveri o abitanti
nei villaggi lontano dal centro. Finita quest’opera era necessario
dar modo ai bambini di pagare le spese scolastiche, la divisa e un piatto
di riso.
Le adozioni a distanza
Per questo, nel 1991 è iniziata (con trenta ragazzi) la bella avventura
dell’adozione a distanza, che continua ed è sempre in aumento,
grazie alla sensibilità e generosità di tante famiglie venegonesi
ma anche loro parenti e amici che hanno dato la loro disponibilità
e… i loro soldi. Ora abbiamo in adozione centoquaranta tra bambini
e bambine.
A Veleru ci vedono ormai diverse casette di due camere; inoltre il convitto
si è ingrandito, è stata costruita una dignitosa casa per
il parroco e un dispensario per la cura dei lebbrosi; e le Suore della
Presentazione conducono un convitto femminile per bambine orfane e povere
che, frequentando la scuola, saranno poi in grado di guadagnarsi la vita
e un futuro sereno.
In India padre Augusto Colombo e suor Lorenza svolgono una grande attività
di promozione umana: provvedono perché uomini e donne abbiano un
lavoro e garantiscono nei dispensari dei villaggi, con un’iniziativa
finanziata dall’AIFO, una costante assistenza sanitaria a oltre
seimila lebbrosi, provvedendo altresì alla costruzione di casette
per chi è in difficoltà.
Infine si danno da fare perché il maggior numero di ragazzi e bambine
possa frequentare la scuola almeno fino alla decima classe e, per chi
ne ha le capacità, anche oltre, fino all’università
(fra l’altro, costruite dalla diocesi, sono sorte due università:
una di scienze e l’altra d’ingegneria, frequentate anche da
ragazze che alloggiano nel “college” delle Suore della Presentazione).
Per la scolarizzazione seguono, a livello diocesano, settemila ragazzi
e ragazze, di cui duemila adottati a distanza. Quasi tutti frequentano
le scuole governative con molto impegno e profitto (aver la possibilità
di imparare è una grazia e, a volte, un privilegio!): molti alloggiano
nel Saint George Boys, altri vivono in famiglia. Monsignore Bala, quando
viene in Italia, passa volentieri da noi per salutare gli amici, soprattutto
quelli che in questi anni sono andati in India a condividere con loro
un breve periodo; queste esperienze conducono spesso a ridimensionare
la propria vita, che diventa più sobria, dopo aver visto come e
dove vivono quelle persone e a quali fatiche si sobbarcano. Da otto anni
monsignore Bala ha anche l’incarico di coordinare la pastorale della
salute in tutta l’India, e lo scorso 11 febbraio ha organizzato
e guidato la giornata mondiale dell’ammalato al santuario della
Madonna di Vailankanni. Come riconoscimento per questo suo lavoro e impegno
in campo sanitario è stato nominato dal papa membro del Pontificio
Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari. A lui i nostri complimenti
e le nostre congratulazioni, con l’assicurazione di un costante
ricordo ndella preghiera, perché il suo lavoro apostolico sia sempre
più fecondo.
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