Cooperativa Solidarieta'

Tutto è grazia! E l’incontro può svelare una presenza divina. Solo allora il cammino anche a ritroso ha un senso, una meta. È vinta la sfiducia, si riaccende il cuore, che si apre alla speranza. E in quello “spezzare del pane” la mente si dilata a recuperare una comunione perduta e a nutrire di nuovo la vita, per l’annuncio e la missione.

 
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LA COOPERATIVA SOLIDARIETÀ:
da un piccolo seme un albero gigantesco


La Cooperativa Solidarietà è stata costituita il 7 gennaio 1982. Davanti al notaio si presentarono undici persone, con in testa tanti ideali ma completamente inconsapevoli di quanto quel momento significasse e ignorando tutte le problematiche inerenti all’handicap, i risvolti legislativi e finanziari: si partiva solo con tanto entusiasmo!…
Venne così costituita la Cooperativa, con un capitale sociale di 110.000 lire. A detta degli economisti eravamo certamente degli sprovveduti e degli ingenui. Ma ciò che impossibile agli uomini, lo può fare Dio: e così è stato. Non a tutti è dato di riconoscere la presenza di un Socio di maggioranza di tale importanza! Noi l’abbiamo percepito sempre, dagli inizi a oggi, in questa nostra storia incredibile.
Alcuni incontri ci hanno fatto capire che eravamo guidati da una provvidenza e che il nostro progetto era nei disegni di Dio.
Nessuno avrebbe potuto ipotizzare in quel 1982 quello che poi è accaduto. L’inizio è avvenuto in un piccolo bar in disuso, in compagnia di pochi ragazzi disabili, per qualche ora di svago nelle ore serali. La realtà che abbiamo sotto gli occhi oggi, dopo 20 anni, ci colma di gioia e di stupore. Si sono realizzati otto impianti produttivi per un lavoro guidato per 327 persone, il 70% delle quali provenienti dalle aree dello svantaggio sociale (disabili, malati di mente, carcerati, malati di AIDS). Si sono costituite quattro comunità-alloggio, guidate da famiglie, con quaranta disabili; in altre comunità, assistite da personale socio-sanitario, sono ospitati trenta malati, di cui dieci gravissimi. Nell’Istituto di riabilitazione sono settanta i bambini assistiti, e 169 gli anziani ospitati nella Casa di Riposo. La Cooperativa oggi è costituita da 1049 persone, tra chi lavora e chi è assistito!
Un piccolo grande miracolo del Signore, affidato alle nostre povere mani.
Don Bruno, a cui sono grato non solo per l’incoraggiamento ma anche per lo sguardo fraterno verso la mia persona e verso l’opera, fu tra i pochi che intuirono quello che stava accadendo. Quante volte mi ha ripetuto di non temere, di non avere paura: “Se questa opera è nei pensieri di Dio, non devi temere nulla, agisci, confida e prega!”.
La nostra prima sede è sorta a Castiglione Olona; ma è divenuta subito troppo piccola.
“Nel 1984 confidai a don Bruno la necessità di trovare uno stabile più ampio e accogliente. Mi ascoltò in silenzio. Lasciò passare un po’ di tempo e a mia insaputa una domenica mattina, a messa, chiese a tutti di farsi carico di questa necessità. Lui intanto aveva già individuato un luogo adatto in via Firenze e invitava la popolazione a contribuire all’acquisto con offerte e sottoscrizioni. Ero preoccupato al pensare che la raccolta dei fondi fallisse e don Bruno fosse esposto a pesanti critiche… Una settimana dopo, con una sua telefonata mi comunicava che erano stati raccolti 125 milioni di lire. Proprio la cifra che occorreva versare come anticipo per l’acquisto.
Il giorno successivo sarebbe andato lui personalmente dal proprietario per il versamento” (Lorenzo Costa). E il 21 settembre 1985 il cardinale Carlo Maria Martini veniva a inaugurare e a benedire la nuova sede della Cooperativa Solidarietà a Venegono Superiore, in via Firenze.
Oggi, don Bruno, a vent’anni dalla fondazione non possiamo dimenticare la tua presenza in quel momento cruciale!
La Cooperativa ha proseguito nel suo sviluppo, nel suo cammino, nelle varie unità operative.
È la storia umile del granellino di senape del vangelo, che diventa un albero gigantesco. Abbiamo imparato tutti che Dio si serve di noi, anche delle nostre fragilità, per diffondere il suo amore, perché tutti possano credere al suo amore, anche chi si trova più svantaggiato in questo mondo.
“Quando amiamo, quando siamo caritatevoli, è Gesù che ama ed è caritatevole attraverso noi” (santa Teresa di Gesù Bambino). Siamo grati a Dio e alla tua persona.