Parrocchia di San Giorgio

Il Consiglio Pastorale

“L’Oratorio è strumento privilegiato e prioritario con cui si svolge l’impegno educativo della Parrocchia, nei confronti di tutta la popolazione giovanile” (Sinodo Diocesano XLVII)

 
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La sala del consiglio pastorale all'interno del centro parrocchiale Shalom

IL SERVIZIO DEL CONSIGLIARE:
i quattro Consigli

Un modo particolare di esprimere la corresponsabilità è quello del “consigliare”. L’arcivescovo Martini si è pronunciato tante volte in merito. È la fase che precede il fare e la stessa progettazione pastorale, giustifica una riflessione, una responsabilità personale. Di qui l’importanza di questi organismi di partecipazione, in vista anche delle scelte da attuare. È un farsi carico della fede dell’intera comunità. Non è una cosa semplice. A volte il consigliare può sconfinare in una verbosità sterile, in interventi improvvisati, nel desiderio di una personale autoaffermazione: atteggiamenti che non hanno nulla a che fare con il consigliare in stile evangelico. È un’arte difficile, che esige pazienza, comprensione, gradualità. Rimane sempre però una grande opportunità per acquisire il vero senso di Chiesa, in collaborazione col proprio pastore.
Sono quattro i consigli presenti in parrocchia: il Consiglio pastorale, degli affari economici, del centro “Shalom” e dell’oratorio.
Il Consiglio pastorale
La sua data di nascita è il 3 ottobre 1982. Una commissione preparatoria ha lavorato per ben due anni alla sua attuazione. Siamo ormai al sesto Consiglio, eletto nel novembre scorso. Attraverso questo organismo passano le scelte più importanti del cammino pastorale della nostra comunità.
“Dal diario”, presentato nell’ultima parte di questa pubblicazione, possiamo tracciare un percorso che dura ormai da vent’anni. Si diventa membri del Consiglio pastorale tramite regolari elezioni, salvo la nomina diretta di alcuni consiglieri da parte del parroco. Il Consiglio si raduna con regolarità ogni mese. Esso può far maturare grandi risultati, soprattutto se vissuto nello spirito del vangelo, nello spirito della comunione.
Il Consiglio degli affari economici
Ha lo scopo di consigliare, di aiutare il parroco nella gestione finanziaria della parrocchia. Attualmente è composto da sette persone. La sua responsabilità si caratterizza nel predisporre ogni anno il bilancio preventivo, stabilendo le priorità d’intervento, commisurate alla disponibilità economica. A fine anno redige in dettaglio il bilancio consuntivo, con un rendiconto da presentare agli uffici diocesani per l’approvazione. È opinione condivisa che la nostra comunità sia generosa, e lo dimostra in tante occasioni. Anche il dare il proprio contributo di offerte realizza una vera corresponsabilità che va oltre le parole.
Anche la conduzione del centro “Shalom” è testimonianza di una comunità che sa amministrarsi, nel segno della generosità.
Il Consiglio del centro “Shalom”
La costruzione del nuovo centro parrocchiale per accogliere e aggregare le differenti fasce di età, ha imposto la necessità di un organismo di coordinamento.
Sono molte le persone che frequentano il centro, molteplici le attività: dal gioco allo sport, alla catechesi…
Anche l’edificio, per le manutenzioni e i vari servizi, dal bar alle pulizie, all’amministrazione, esige la presenza di un gruppo di persone responsabili.
È il gruppo del Consiglio, che con riunioni periodiche cerca di far funzionare nel modo migliore questa macchina molto complessa. La responsabilità affidata ai laici è grande sotto il profilo educativo; lo è anche per la responsabilità finanziaria: il parroco ha affidato totalmente la gestione a questo gruppo, con deleghe anche in banca. È un ambito in cui i laici devono dimostrare di essere anche dei buoni amministratori dei beni della comunità.
Il Consiglio dell’oratorio
Il Consiglio dell’oratorio è sorto per occuparsi della gestione educativa e strutturale dell’oratorio, per facilitare l’attuazione del progetto educativo, per concretizzare proposte e iniziative rivolte all’educazione dei ragazzi e delle ragazze.
Nella nostra parrocchia attualmente vi partecipano il parroco don Bruno, suor Cristina, tutti gli educatori, gli animatori e alcuni rappresentanti addetti ai vari settori: sport, musica…
Il Consiglio determina la formazione delle varie commissioni per organizzare la catechesi, l’animazione, gli avvenimenti sportivi, gli spettacoli e gli intrattenimenti. Si riunisce mensilmente e sostiene concretamente e fattivamente le decisioni che vengono deliberate.
La maggior parte dei partecipanti di questo Consiglio è composto da persone attive e ben disposte a lavorare insieme nell’attuare progetti proposti anche dagli altri Consigli, con spirito operoso e sereno.

LA COMMISSIONE PREPARATORIA
“Strumento fondamentale per l’azione pastorale della comunità parrocchiale è il Consiglio pastorale, quale organismo che vede, con la presenza del parroco, anche quella dei rappresentanti dell’intera parrocchia, e si qualifica come soggetto di programmazione dell’azione pastorale”: così si legge nelle disposizioni del Sinodo Diocesano XLVII, indetto il 30 maggio 1993 (n° 142, §6).
Obbligatorio per tutte le parrocchie della diocesi, il Consiglio pastorale è immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale e strumento della decisione comune pastorale; obiettivi essenziali del suo operare sono: indirizzare, animare, coordinare e verificare le attività pastorali per un servizio ecclesiale al vangelo, attraverso il coinvolgimento, l’ascolto e la puntuale informazione di tutta la comunità cristiana.
Il primo approccio alla realtà del Consiglio pastorale di Venegono Superiore è del 1971, quando l’allora parroco Don Zaninetti e il coadiutore don Beltrami sottoponevano alle famiglie della parrocchia un questionario per individuare le persone disposte a collaborare nel Consiglio pastorale. Tale iniziativa non ebbe seguito per motivi contingenti, ma con l’arrivo del nuovo parroco, don Bruno Marinello, nell’autunno 1977, si è subito dato inizio ad assemblee parrocchiali e a incontri per preparare comunità e persone alla formazione del Consiglio.
Nella prima assemblea parrocchiale del 12 febbraio 1978 don Bruno delineò le caratteristiche dei futuri membri del Consiglio pastorale: sensibilità, corresponsabilità, costruttori di unità nella comunità.
Nell’assemblea parrocchiale del 16 gennaio 1981 venne costituita una commissione per la preparazione e la formazione di coloro che sarebbero entrati a far parte del Consiglio. Iniziò così un lungo ma fattivo cammino di riflessione sui temi della corresponsabilità e della missione nella vita della Chiesa, che avrebbe portato i membri della commissione a maturare la volontà di creare una comunione con gli altri, una maggior comprensione e accettazione delle persone e soprattutto un’apertura di se stessi verso i problemi della comunità.
Quegli anni videro la comunità parrocchiale di Venegono Superiore impegnata a fianco di don Bruno e di don Maurizio, coadiutore, su problematiche sociali di grande rilievo come l’aborto, nell’organizzazione delle attività connesse al 20° Congresso eucaristico sul tema “L’Eucaristia al centro della comunità e della sua missione”, al centenario dell’istituto delle Suore Adoratrici, all’organizzazione dell’oratorio come punto di confluenza di età e di esperienze diverse.

Primo Consiglio: 3 ottobre 1982
Il 3 ottobre 1982 si svolsero le votazioni per l’elezione del primo Consiglio pastorale. Era l’inizio di un cammino tendente a un continuo miglioramento, per un aiuto vero alle necessità della comunità, per un’apertura sempre più attenta ai problemi di realtà al di fuori della parrocchia (decanato, diocesi…), esprimendo così la partecipazione dei fedeli alla vita di tutta la Chiesa.
La richiesta dell’Aermacchi, impegnata nel settore della produzione bellica, per l’acquisto di parte del terreno di proprietà del beneficio parrocchiale per costruire una nuova strada a nord della pista aeroportuale, fu l’occasione per una catechesi, guidata da monsignore Attilio Nicora, delegato dall’arcivescovo per l’apostolato dei laici, sulle acquisizioni della coscienza cristiana in materia di disarmo e di pace.
L’attività del Consiglio pastorale si concretizzò:
* nello studio e nella meditazione delle lettere dell’arcivescovo Partenza da Emmaus e Testimoni del Risorto;
* nella partecipazione viva alla celebrazione dell’eucaristia, come espressione fondamentale per creare una comunità missionaria;
* nell’aiuto alle missioni, dove operano missionari e missionarie venegonesi: India, Zaire, Uganda;
* nell’aiuto alla “Cooperativa Solidarietà” per ragazzi disabili promossa da un gruppo di laici di Venegono Superiore, con sede momentanea a Castiglione Olona.
Intensa e continua fu la riflessione sulla catechesi agli adulti in vista del Convegno catechistico diocesano che si sarebbe svolto a Busto Arsizio dal 30 settembre al 6 ottobre 1984. Il cammino di preparazione al Convegno fu realizzato attraverso la definizione delle finalità del Convegno, nato dalla mente e dal cuore dell’arcivescovo come conseguenza e continuità del Congresso Eucaristico: l’eucaristia diventa missione e testimonianza cristiana.
Nel maggio 1984 la diocesi di Milano pubblicò il Direttorio per i Consigli Pastorali Parrocchiali; e in ottemperanza alle indicazioni del documento il Consiglio decise di avvalersi del giornale parrocchiale “Il Sangiorgio” per dare “opportuna pubblicità ai suoi lavori”. Elesse i moderatori e il segretario del Consiglio, istituì la Commissione catechistica con lo scopo di studiare, animare e coordinare tutta l’attività di catechesi e di evangelizzazione della comunità, la Commissione Famiglia, la Caritas e successivamente la Commissione per la liturgia e l’oratorio.
Il 18 febbraio 1984 venne stipulato il nuovo Concordato tra Chiesa e Stato Italiano, in sostituzione del precedente del 1929. Il Consiglio, su sollecitazione di Don Bruno, aprì una riflessione sul tema dei rapporti tra Chiesa e mondo, tra fede e impegno sociale e politico, facendo riferimento ai documenti del magistero del concilio Vaticano II, alla Gaudium et Spes, agli atti del Convegno Ecclesiale su “Evangelizzazione e Promozione umana”, ai documenti La Chiesa italiana e le prospettive del paese e Comunione e Continuità, oltre al piano pastorale Partenza da Emmaus.
Dalla riflessione emerse che il rapporto tra comunità ecclesiale e comunità civile può e deve essere solo in prospettiva del Regno di Dio. Compito del cristiano non è quello di edificare la Chiesa nell’ambito sociale, ma di evidenziare come i soli valori umani non bastino, se gli stessi non sono riferiti a Dio e vissuti in sintonia col vangelo.
Il Consiglio pastorale aprì inoltre una lunga riflessione sulle conclusioni operative del Convegno Catechistico, indicate in otto punti dal cardinale Carlo Maria Martini durante la messa solenne in duomo per la festa della Dedicazione e in occasione della Giornata missionaria mondiale.
In sintonia con tali indicazioni e con quelle del vicario di zona monsignore Bernardo Citterio, al termine del Convegno decanale tenutosi a Tradate il 2 febbraio 1985, il Consiglio pastorale formulò le modalità concrete di attuazione.
* Per attuare una catechesi per adulti regolare e sistematica: incontri settimanali; catechesi settimanali dei Padri Comboniani a Radio Studio 5 e a Radio Teletradate in collegamento con Radio A; catechesi “unitaria” durante l’avvento e la quaresima.
* Per i gruppi, le associazioni, i movimenti: particolare attenzione e approfondimento catechistico alle lettere pastorali dell’arcivescovo, che tracciano di volta in volta l’itinerario pastorale della Chiesa locale.
* Per la formazione di catechisti per gli adulti: la formazione di gruppi catechisti per la catechesi ai genitori che chiedono i sacramenti dell’iniziazione per i loro figli, in aggiunta al gruppo catechisti, già operante, per la preparazione dei fidanzati al matrimonio. La preparazione specifica veniva demandata all’apposita Scuola decanale o a incontri parrocchiali.
* Per l’attenzione vocazionale al matrimonio, alla famiglia: incontri di educazione sessuale proposti annualmente ai ragazzi di terza media e di prima superiore; “Tre sere” sulla procreazione responsabile con la proposta dei metodi naturali ai ragazzi di 18 anni;
i corso per fidanzati, in preparazione al matrimonio.

Secondo Consiglio: 1° dicembre 1985
Il 1° dicembre 1985 si svolsero le elezioni del secondo Consiglio pastorale. Il numero dei consiglieri fu ridotto da trenta a venti. Alle votazioni partecipano oltre cinquecento persone.
Il Consiglio proseguì il cammino indicato dal piano pastorale, soffermandosi in modo particolare sul terzo aspetto proposto dall’arcivescovo: la carità.
Quattro furono gli ambiti operativi del nuovo piano pastorale:
* La formazione culturale e religiosa attraverso la catechesi per tutti gli adulti, il mercoledì presso l’asilo, il giovedì presso l’oratorio maschile; il Corso di formazione teologica biennale, presso la Casa della cultura di Tradate, la Scuola della Parola con incontri mensili in San Vittore a Varese; la Scuola della preghiera con incontri settimanali presso i Padri Comboniani; le meditazioni bibliche in quaresima in chiesa parrocchiale; i centri di ascolto e di preghiera nelle famiglie; la “telefonata” in diretta dell’arcivescovo a radio TeleTradate su MF. 100.06 in collegamento con Radio A.
* Per Farsi prossimo: con la santa messa della “Carità”, celebrazione mensile con riflessione sui cinque itinerari della carità proposti dall’arcivescovo; le visite agli ammalati in ospedale, nei ricoveri con incontri settimanali e mensili; il Fondo di solidarietà con destinazione di una quota mensile dello stipendio familiare per chi ha più bisogno; l’accoglienza in famiglia dei ragazzi della Cooperativa Solidarietà nei giorni di sabato e di domenica; l’aiuto alle missioni in India (collegamento con suor Lorenza), in Zaire (collegamento con suor Alfonsa), in Uganda (collegamento con Filippo e Luciana Ciantia); la solidarietà con la Polonia.
* Attività culturali per il 50° di consacrazione della chiesa parrocchiale: ricerca storico-artistica sulle quattordici tele della Via Crucis (secolo XVII); ricerche sull’altare (secolo XVII) della chiesa parrocchiale, a cura di ricercatori dell’Università Cattolica di Milano in collaborazione con un gruppo culturale locale; pubblicazione della ricerca; concerto polifonico del cinquantenario; concorso e mostra fotografica sul tema: “Le chiese e la religiosità popolare in Venegono Superiore”; borsa di studio di un milione per una tesi di laurea su “La storia della chiesa parrocchiale di Venegono Superiore nel contesto socio-culturale del tempo”.
* “Itinerari della carità”: a Torino, “sulle Orme di Don Bosco e del Cottolengo”; in Terra Santa, “sulle Orme di Gesù”; ad Assisi; a Lourdes, pellegrinaggio con gli ammalati; a Milano, pellegrinaggio alla Cattedrale; nel 1986 la preparazione del pellegrinaggio in Polonia.
Il Convegno diocesano sulla carità del novembre 1986 chiuse l’anno del “Farsi Prossimo”.
Al termine del mandato il secondo Consiglio pastorale poteva così sintetizzare gli aspetti che ne avevano caratterizzato maggiormente il cammino:
* il costituirsi di gruppi e movimenti: i catechisti, il coro “San Giorgio”, i gruppi familiari, Caritas, Oratorio, Comitato Santa Maria; Comitato Santa Caterina, Azione Cattolica, ACLI, CL, Rinnovamento nello Spirito;
* la progressiva ripresa dell’oratorio maschile come luogo di formazione e di crescita nella fede;
* il rinnovo di strutture importanti come il restauro della chiesa di Santa Caterina, della casa parrocchiale, e gli interventi all’oratorio;
* la conoscenza approfondita dei piani pastorali diocesani proposti dalle lettere annuali dell’arcivescovo: Dio educa il suo popolo e Itinerari educativi;
* la formulazione di progetti pastorali, che pur nella loro parzialità, segnano positivamente un itinerario spirituale; la proposta della catechesi per gli adulti, il gruppo catechisti, il 50° della consacrazione della chiesa parrocchiale, le proposte per i tempi di avvento e quaresima, l’anno mariano, il mese di maggio;
* la buona riuscita delle giornate di studio e di preghiera (a Villa Mater Dei, a Castello, a Caravate…):
* una maggiore consapevolezza dei problemi della comunità.

Terzo Consiglio: 9 aprile 1989
Il 9 aprile 1989 furono eletti i trenta consiglieri del terzo Consiglio, per il triennio 1989-1992.
I temi in oggetto della riflessione del Consiglio furono:
* le vocazioni, per le quali ci si impegnò a pregare nelle messe del mattino e della sera nella settimana che precede la Giornata del seminario e un martedì al mese;
* la Catechesi per gli adulti, sul tema “il vangelo della carità”, dal documento della CEI Evangelizzazione e testimonianza della carità;
* la Scuola materna: la partenza definitiva delle Suore Adoratrici (che gestivano appunto la Scuola materna) investì infatti la comunità parrocchiale di responsabilità, in conseguenza al diritto di ogni famiglia e di ogni comunità di scegliere le modalità educative nei confronti dei propri figli;
* l’istituzione del ministero dei ministri straordinari della comunione: ministero nel quale i laici ricevono il mandato di portare l’eucaristia agli ammalati impossibilitati a muoversi;
* l’istituzione della Commissione liturgica, per favorire il coinvolgimento nei vari ruoli (assemblea, animatori, lettori, cantori, chierichetti…) e nei vari momenti dell’anno liturgico;
* la decisione di costruire il Centro parrocchiale;
* la proposta degli Incontri di cultura e formazione religiosa per gli adulti.

Quarto Consiglio: 23 novembre 1993
Il 28 novembre 1993 si svolsero le elezioni del quarto Consiglio pastorale parrocchiale. Le votazioni primarie del 14 novembre, con 230 schede riconsegnate, erano state utili per formare la lista dei candidati, che successivamente vennero votati con 686 schede. I membri eletti, aggiunti a quelli indicati dai gruppi parrocchiali, a quelli nominati dal parroco e a quelli di diritto, composero il nuovo Consiglio formato da ventotto persone, di cui quattordici di nuova nomina. Tutti i componenti, dopo aver ricevuto il mandato ed essere stati presentati alla comunità durante la santa messa nella festività della Madonna Immacolata, si incontrarono al castello nella giornata del 12 dicembre. In quell’occasione vennero illustrati la situazione di Venegono Superiore e della parrocchia e il programma pastorale per gli anni successivi.
Nelle prime riunioni si definirono i problemi pastorali più urgenti della comunità:
* testimonianza della carità;
* eucaristia;
* catechesi;
* zone pastorali e missioni.
Si decise di procedere secondo la priorità stabilità, iniziando dalla testimonianza della carità, in particolare focalizzandosi sul coinvolgimento dei giovani.
Si sottolineò inoltre la necessità di ampliare la base del gruppo Caritas con una commissione che, raggruppando diverse forze della parrocchia, potesse assicurare una maggiore attività.
Nel corso della catechesi quaresimale dell’arcivescovo sul tema “la Chiesa”, in armonia con l’evento sinodale, ben quindici gruppi di ascolto della comunità di Venegono Superiore diedero ospitalità a varie persone perché potessero seguire le riflessioni via radio del Cardinale.
Il lavoro del Consiglio si articolò successivamente intorno a tre argomenti:
* La nuova evangelizzazione attraverso i gruppi di ascolto nel tempo di quaresima con le riflessioni di don Angelo; le catechesi periodiche per gli adulti tenute da don Bruno e don Angelo; gli incontri di formazione per i padrini dei battezzandi, per i cresimandi e anche per la prima comunione; i corsi per i fidanzati, tenuti da diverse coppie di sposi; gli esercizi spirituali che videro il coinvolgimento di molti parrocchiani. Tali iniziative furono favorite dalle esperienze maturate negli anni precedenti e avrebbero potuto spesso avvalersi di un luogo agevole e accogliente quale il nuovo Centro parrocchiale.
* La visita decanale: il decano don Stucchi fu presente a Venegono in tre momenti diversi: per la concelebrazione eucaristica con monsignore Marco Ferrari nella chiesa parrocchiale, per la partecipazione a una riunione speciale del Consiglio pastorale e del Consiglio per gli affari economici, per l’incontro con i sacerdoti seguito dalla visione dei registri parrocchiali obbligatori. Fu un momento di condivisione importante, che avrebbe dato inizio a una collaborazione e a un cammino in comunione tra le parrocchie del decanato.
* L’inizio dell’unità pastorale giovanile fra le parrocchie di Venegono Superiore e Venegono Inferiore: le due parrocchie mossero i primi passi lungo un cammino che le avrebbe portate a unificarsi: un solo corpo, un solo Spirito, un solo Signore. Sin dalle prime riunioni, finalizzate a una reciproca conoscenza, si delinearono molte possibilità di mettere a frutto le diverse ricchezze che entrambe le parrocchie racchiudono in sé.

Quinto Consiglio: 20 ottobre 1996
Il 20 ottobre 1996 si svolsero le votazioni durante le sante messe.
Il Consiglio pastorale, presentato alla comunità il successivo 3 dicembre, era il quinto della parrocchia di Venegono Superiore ed era il primo eletto con le indicazioni introdotte dal Sinodo Diocesano XLVII. Era prevista la durata di cinque anni e quindi sarebbe scaduto nel 2001.
Don Bruno ricordò che il Consiglio pastorale parrocchiale rappresenta l’immagine della fraternità della comunità parrocchiale e costituisce lo strumento per l’assunzione di decisioni comuni. Dai ventidue membri che lo componevano era rappresentata la comunità in tutte le sue componenti: sacerdoti, religiosi, laici eletti e nominati dal parroco e di diritto.
Il Consiglio pastorale si tenne in stretta relazione con gli altri organismi parrocchiali, tra cui il Consiglio per gli affari economici, strumento previsto come aiuto al parroco per l’esercizio della sua responsabilità amministrativa. Sin dai primi incontri il Consiglio diede priorità alla riflessione sulla realtà dell’unità pastorale. Le realtà parrocchiali di Venegono Superiore e Venegono Inferiore (già da un anno sotto la guida di don Angelo) seguirono un unico progetto per l’oratorio feriale, il campeggio, le giornate di spiritualità, le feste liturgiche (con luogo di ritrovo ora all’oratorio di Venegono Inferiore ora al Centro parrocchiale di Venegono Superiore).
Il 2 marzo, il nuovo Consiglio pastorale visse a Triuggio una intensa giornata di spiritualità, guidata da monsignore Luigi Manganini, sui temi della fede di fronte al contesto postmoderno del nostro tempo, caratterizzato da un “individualismo selvaggio”, e sul modo di vivere questa fede nell’autenticità dell’essere consigliere. La riflessione conclusiva portò alla definizione della “spiritualità del consigliere”: una spiritualità precisa, duratura, incondizionata, non solo durante le sedute del Consiglio ma anche nel quotidiano.
il 1997 fu il primo dei tre anni che precedettero il grande Giubileo del 2000. A tale proposito Giovanni Paolo II invitò tutta la Chiesa, attraverso la sua lettera apostolica Tertio millennio adveniente, a prepararsi al Giubileo, a riflettere in particolare sulla figura di Cristo per l’anno 1997, dello Spirito Santo per il 1998, di Dio Padre per il 1999. Due furono i momenti rilevanti per l’anno cristologico: la “rilettura”, a livello di diocesi, della vita di sant’Ambrogio nel XVI centenario della sua morte, e il XXIII Congresso eucaristico nazionale dal 20 al 28 settembre a Bologna, per recuperare il senso profondo del rapporto dei cristiani con Cristo.
Nelle successive sessioni il Consiglio pastorale affrontò il tema della partecipazione alla santa messa festiva e quello dell’elaborazione di un progetto per una migliore celebrazione che coinvolgesse più intensamente i fedeli. A tal fine un gruppo di consiglieri, guidato, su proposta di don Bruno, da don Davide Colombo, responsabile dell’Ufficio statistica della Curia, elaborò una scheda di indagine statistica per rilevare la consistenza della partecipazione e un questionario per rilevare la qualità della partecipazione.
Il 30 novembre 1997 la comunità di Venegono Superiore accolse il cardinale Martini per l’inaugurazione e la benedizione del nuovo Centro parrocchiale “Shalom”: era il raggiungimento di un obiettivo perseguito con tenacia, nonostante le difficoltà di tipo soprattutto economico.
Il 1998 vide il trasferimento di don Angelo Puricelli a Melzo, sostituito dal nuovo coadiutore don Michele, la professione religiosa perpetua di suor Maria Regina, sostituita da suor Cristina; la malattia di don Bruno, testimone dell’importanza della fede e della preghiera quale unico vero conforto nella sofferenza.
In preparazione all’anno giubilare la comunità di Venegono Superiore fece l’esperienza di una settimana di esercizi spirituali, dal 23 al 27 novembre, tenuti da padre Enrico Boffi, del monastero dei Barnabiti di Caravate, sul tema “Riscopriamo il volto del Padre”, secondo l’indicazione del cardinale Martini nella lettera pastorale Ritorno al Padre di tutti. La riflessione fu un aiuto per la comunità cristiana a riscoprire nella propria vita la presenza paterna di Dio. Per quell’anno, dedicato allo Spirito Santo, il Consiglio decise di introdurre una preghiera allo Spirito Santo per tutto il tempo pasquale, da inserire dopo la preghiera universale.
La prima riunione del Consiglio del 1999, anno di Dio Padre, si aprì con l’invito di don Bruno a riflettere durante la quaresima sul dono prezioso di un Padre misericordioso che vigila, guida e perdona. La relazione di don Michele sull’unità pastorale con Venegono Inferiore e sulla pastorale giovanile, individuò quattro ambiti di lavoro: la formazione degli educatori, gli itinerari formativi per le varie fasce di età, la proposta spirituale, il tempo estivo; sottolineò inoltre l’importanza della presenza di nuove figure laiche, quali i responsabili degli oratori.
Le ultime sessioni dell’anno videro il Consiglio pastorale impegnato nella riflessione sulla lettera pastorale Quale bellezza salverà il mondo, sulle finalità delle iniziative promosse per il Giubileo, visto come un momento del grande pellegrinaggio dell’umanità verso il Padre, e sul concetto di bellezza come espressione visibile del bene.
Importante momento di aggregazione fu anche la festa della Comunità per il fine Millennio. Don Bruno sottolineò l’importanza di fare festa insieme con i giovani, coinvolgendoli nell’animazione.
La riunione straordinaria dei Consigli pastorali di Venegono Superiore e Inferiore del 1° dicembre 1999, cui furono invitati i membri della Commissione affari economici, i catechisti, la Commissione liturgica, i ministri straordinari della comunione, la Caritas, l’Azione Cattolica, il gruppo Rinnovamento nello Spirito, i gruppi familiari, annunciò la grande Missione cittadina che si sarebbe celebrata dall’11 al 25 febbraio 2001.
Don Bruno indicò i tre momenti salienti del cammino verso la Missione cittadina: la preparazione, la celebrazione, il dopomissione; invitò tutti a iniziare il nuovo cammino con fiducia, seguendo le indicazioni dell’arcivescovo nella sua lettera pastorale Quale bellezza salverà il mondo, nella consapevolezza che la missione è un momento di grazia, una luce, un fuoco che può cambiare il volto e il cuore della parrocchia. Padre Patrizio Garascia dei Padri Missionari di Rho, responsabile dell’organizzazione delle Missioni, presentò la finalità delle Missioni, le modalità e i tempi della celebrazione, le tappe della predicazione.
Punto di forza della Missione dovevano essere i gruppi di ascolto nelle case, attraverso la figura dell’animatore, dell’ospitante, del visitatore. Il ruolo chiave è quello dell’animatore: un laico che si mette a disposizione per imparare a guidare i gruppi del vangelo nelle case, dopo aver frequentato la scuola di formazione presso la casa dei Padri Missionari di Rho. Perché raggiungere un adeguato numero di persone disponibili a diventare animatori, il Consiglio pastorale istituì una commissione, con il compito di coordinare il lavoro e di informare le due parrocchie di quanto si andava organizzando.
Il 13 marzo 2001 l’arcivescovo invitò in duomo tutti i componenti dei Consigli pastorali parrocchiali per un momento di preghiera all’inizio della quaresima, per l’assunzione di un compito finalizzato alla celebrazione dell’Anno Santo. Il Consiglio pastorale individuò come area di impegno l’attenzione costante e la visita agli ammalati che sono in casa o nei ricoveri.
Il quinquennio pastorale volgeva al termine, e il 3 aprile 2000 i due Consigli pastorali di Venegono Inferiore e Superiore si incontrarono con il decano don Stucchi per la verifica e la progettazione di massima dell’immediato futuro. Contenuti della verifica furono la pastorale d’insieme, la corresponsabilità e la ministerialità dei laici. La parrocchia di Venegono Superiore aveva già percorso un buon tratto di cammino verso la pastorale d’insieme. Certamente l’esperienza dell’unità pastorale aveva contribuito ad accrescere nelle due parrocchie la coscienza di appartenenza al decanato.
Per gli adolescenti e i giovani, il problema di creare unità non sussisteva, anzi essi avevano sfruttato bene le diverse proposte quali il campeggio, l’oratorio feriale, le feste, le giornate sulla neve, per vivere in comunione di intenti.
Nell’assemblea straordinaria del 29 giugno mosignore Marco Ferrari comunicò la partenza di don Michele come missionario in Zambia e, non potendo sostituirlo per carenza di sacerdoti, affidò a suor Cristina Clerici, Ausiliaria Diocesana, la funzione di direttore dell’oratorio, secondo quanto stabilito dalla costituzione 232 del Sinodo. L’assemblea ebbe avuto anche momenti particolari di tensione e di sofferenza per la decisione di non sostituire più il coadiutore.
La ripresa del nuovo anno pastorale fu un invito per tutti a camminare insieme con corresponsabilità, secondo le direttive della nuova lettera pastorale La Madonna del Sabato Santo. Don Bruno propose di dare maggiore spazio alla riunioni dei gruppi e delle commissioni. Queste avrebbero dovuto proporre il proprio cammino, che sarebbe poi stato approvato dal Consiglio pastorale.
La celebrazione della Missione cittadina dall’11 al 25 febbraio fu una vera esperienza di gioia e di comunione. Il Consiglio pastorale si trovò impegnato a individuare le modalità per dare continuità alla Missione. Per la pastorale degli ammalati si costituì un organigramma, con a capo un coordinatore, che prevede sette responsabili di zona in contatto con don Bruno e con suor Cristina, e volontari che si impegnano a visitare gli ammalati come rappresentanti della comunità. La Missione lasciò come preziosa eredità la costituzione di tredici centri di ascolto.
Il quinto Consiglio pastorale si avviava alla conclusione del suo mandato con la riflessione sulla lettera pastorale del cardinale Martini Sulla tua Parola, il testamento spirituale dell’arcivescovo ormai prossimo alle dimissioni per limiti di età, dopo ventidue anni di ministero nella diocesi di Milano.
Nella prima parte il Cardinale eleva una lode a Dio, esprimendo il suo stupore, la sua meraviglia e il suo ringraziamento per quanto ha operato negli anni del suo ministero a Milano. Questo è lo spirito eucaristico: rendere grazie, lasciarsi prendere dallo stupore per quello che il Signore opera nell’uomo.
La seconda parte è la constatazione dei limiti, dei peccati, delle molteplici inadempienze; è il senso della fatica e del peso del peccato, cui segue la richiesta di perdono: è il Vescovo che si confessa.
Nella terza parte il cardinale si rivolge al Signore per rinnovargli la sua fede e la fiducia nella sua mMisericordia che perdona e risana.
La sua triplice “confessio” è importante per comprendere che cos’è la fede cristiana, quale deve essere la dimensione vera della vita cristiana, sia a livello personale che a livello di comunità.
Nel nuovo anno, il Consiglio propose alcune importanti attività: gli incontri dei genitori dell’iniziazione sarebbero stati guidati da specialisti del Centro catechistico dei Salesiani di Arese, per una maggiore responsabilizzazione nella loro funzione educativa; anche a loro sarebbero stati proposti i gruppi del vangelo, in oratorio, in sostituzione della catechesi mensile, con il supporto dei Padri Missionari di Rho; i ragazzi avrebbero ricevuto i sacramenti quando fossero realmente preparati, rompendo così l’automatismo con i tempi della scuola e favorendo quanto più possibile un rapporto di amicizia con Gesù e tra i ragazzi stessi, con i cammini differenziati.

Sesto Consiglio: 30 ottobre 2001
Il 30 ottobre 2001 si è riunito il nuovo Consiglio Pastorale. Vi erano presenza sei nuovi membri. Tre sono stati i problemi urgenti della vita parrocchiale che don Bruno ha affidato al nuovo Consiglio: educare alla fede in oratorio, educare all’ascolto della parola di Dio nei gruppi del vangelo, estinguere il debito residuo dovuto alla realizzazione del Centro parrocchiale.
Don Bruno ha proposto di ripartire dal progetto educativo del 1993, che ha visto la realizzazione del nuovo oratorio, delle Missioni, dei gruppi del vangelo, dei gruppi dell’evangelizzazione; e ha suggerito di svilupparlo ulteriormente, ponendo come nuova meta per il quinquennio in corso la realizzazione della Scuola per genitori.
L’“educare” è stato, per ben tre anni consecutivi, l’argomento trattato dal cardinale nelle sue lettere pastorali: un problema basilare che richiede non solo strutture ma comportamenti atti a favorire lo sviluppo della personalità in ogni ragazzo.
Il progetto è rivolto a tutti, anche a chi non frequenta la Chiesa. Attenzione particolare è rivolta alla metodologia. Si decide di organizzare una “tre sere” per i genitori sul tema “Essere genitori e la relazione tra genitori e figli”, e una “tre sere” sul tema “Il diventare coppia”.
La catechesi per gli adulti attraverso i centri d’ascolto è l’altro problema di fondo. Le Missioni popolari tenute dai Padri di Rho hanno indicato la strada da seguire, hanno insegnato un metodo serio e rigoroso per riflettere sulla parola di Dio, scoprendone la bellezza e l’attualità.
Su tale via il Consiglio pastorale parrocchiale si propone di continuare per un più vasto e organico discorso sulla conoscenza della Parola di Dio.

Settimo Consiglio: testo in preparazione