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La sala del consiglio pastorale all'interno del centro parrocchiale
Shalom
IL SERVIZIO DEL CONSIGLIARE:
i quattro Consigli
Un modo particolare di esprimere la corresponsabilità è
quello del “consigliare”. L’arcivescovo Martini si è
pronunciato tante volte in merito. È la fase che precede il fare
e la stessa progettazione pastorale, giustifica una riflessione, una responsabilità
personale. Di qui l’importanza di questi organismi di partecipazione,
in vista anche delle scelte da attuare. È un farsi carico della
fede dell’intera comunità. Non è una cosa semplice.
A volte il consigliare può sconfinare in una verbosità sterile,
in interventi improvvisati, nel desiderio di una personale autoaffermazione:
atteggiamenti che non hanno nulla a che fare con il consigliare in stile
evangelico. È un’arte difficile, che esige pazienza, comprensione,
gradualità. Rimane sempre però una grande opportunità
per acquisire il vero senso di Chiesa, in collaborazione col proprio pastore.
Sono quattro i consigli presenti in parrocchia: il Consiglio pastorale,
degli affari economici, del centro “Shalom” e dell’oratorio.
Il Consiglio pastorale
La sua data di nascita è il 3 ottobre 1982. Una commissione preparatoria
ha lavorato per ben due anni alla sua attuazione. Siamo ormai al sesto
Consiglio, eletto nel novembre scorso. Attraverso questo organismo passano
le scelte più importanti del cammino pastorale della nostra comunità.
“Dal diario”, presentato nell’ultima parte di questa
pubblicazione, possiamo tracciare un percorso che dura ormai da vent’anni.
Si diventa membri del Consiglio pastorale tramite regolari elezioni, salvo
la nomina diretta di alcuni consiglieri da parte del parroco. Il Consiglio
si raduna con regolarità ogni mese. Esso può far maturare
grandi risultati, soprattutto se vissuto nello spirito del vangelo, nello
spirito della comunione.
Il Consiglio degli affari economici
Ha lo scopo di consigliare, di aiutare il parroco nella gestione finanziaria
della parrocchia. Attualmente è composto da sette persone. La sua
responsabilità si caratterizza nel predisporre ogni anno il bilancio
preventivo, stabilendo le priorità d’intervento, commisurate
alla disponibilità economica. A fine anno redige in dettaglio il
bilancio consuntivo, con un rendiconto da presentare agli uffici diocesani
per l’approvazione. È opinione condivisa che la nostra comunità
sia generosa, e lo dimostra in tante occasioni. Anche il dare il proprio
contributo di offerte realizza una vera corresponsabilità che va
oltre le parole.
Anche la conduzione del centro “Shalom” è testimonianza
di una comunità che sa amministrarsi, nel segno della generosità.
Il Consiglio del centro “Shalom”
La costruzione del nuovo centro parrocchiale per accogliere e aggregare
le differenti fasce di età, ha imposto la necessità di un
organismo di coordinamento.
Sono molte le persone che frequentano il centro, molteplici le attività:
dal gioco allo sport, alla catechesi…
Anche l’edificio, per le manutenzioni e i vari servizi, dal bar
alle pulizie, all’amministrazione, esige la presenza di un gruppo
di persone responsabili.
È il gruppo del Consiglio, che con riunioni periodiche cerca di
far funzionare nel modo migliore questa macchina molto complessa. La responsabilità
affidata ai laici è grande sotto il profilo educativo; lo è
anche per la responsabilità finanziaria: il parroco ha affidato
totalmente la gestione a questo gruppo, con deleghe anche in banca. È
un ambito in cui i laici devono dimostrare di essere anche dei buoni amministratori
dei beni della comunità.
Il Consiglio dell’oratorio
Il Consiglio dell’oratorio è sorto per occuparsi della gestione
educativa e strutturale dell’oratorio, per facilitare l’attuazione
del progetto educativo, per concretizzare proposte e iniziative rivolte
all’educazione dei ragazzi e delle ragazze.
Nella nostra parrocchia attualmente vi partecipano il parroco don Bruno,
suor Cristina, tutti gli educatori, gli animatori e alcuni rappresentanti
addetti ai vari settori: sport, musica…
Il Consiglio determina la formazione delle varie commissioni per organizzare
la catechesi, l’animazione, gli avvenimenti sportivi, gli spettacoli
e gli intrattenimenti. Si riunisce mensilmente e sostiene concretamente
e fattivamente le decisioni che vengono deliberate.
La maggior parte dei partecipanti di questo Consiglio è composto
da persone attive e ben disposte a lavorare insieme nell’attuare
progetti proposti anche dagli altri Consigli, con spirito operoso e sereno.
LA COMMISSIONE PREPARATORIA
“Strumento fondamentale per l’azione pastorale della comunità
parrocchiale è il Consiglio pastorale, quale organismo che vede,
con la presenza del parroco, anche quella dei rappresentanti dell’intera
parrocchia, e si qualifica come soggetto di programmazione dell’azione
pastorale”: così si legge nelle disposizioni del Sinodo Diocesano
XLVII, indetto il 30 maggio 1993 (n° 142, §6).
Obbligatorio per tutte le parrocchie della diocesi, il Consiglio pastorale
è immagine della fraternità e della comunione dell’intera
comunità parrocchiale e strumento della decisione comune pastorale;
obiettivi essenziali del suo operare sono: indirizzare, animare, coordinare
e verificare le attività pastorali per un servizio ecclesiale al
vangelo, attraverso il coinvolgimento, l’ascolto e la puntuale informazione
di tutta la comunità cristiana.
Il primo approccio alla realtà del Consiglio pastorale di Venegono
Superiore è del 1971, quando l’allora parroco Don Zaninetti
e il coadiutore don Beltrami sottoponevano alle famiglie della parrocchia
un questionario per individuare le persone disposte a collaborare nel
Consiglio pastorale. Tale iniziativa non ebbe seguito per motivi contingenti,
ma con l’arrivo del nuovo parroco, don Bruno Marinello, nell’autunno
1977, si è subito dato inizio ad assemblee parrocchiali e a incontri
per preparare comunità e persone alla formazione del Consiglio.
Nella prima assemblea parrocchiale del 12 febbraio 1978 don Bruno delineò
le caratteristiche dei futuri membri del Consiglio pastorale: sensibilità,
corresponsabilità, costruttori di unità nella comunità.
Nell’assemblea parrocchiale del 16 gennaio 1981 venne costituita
una commissione per la preparazione e la formazione di coloro che sarebbero
entrati a far parte del Consiglio. Iniziò così un lungo
ma fattivo cammino di riflessione sui temi della corresponsabilità
e della missione nella vita della Chiesa, che avrebbe portato i membri
della commissione a maturare la volontà di creare una comunione
con gli altri, una maggior comprensione e accettazione delle persone e
soprattutto un’apertura di se stessi verso i problemi della comunità.
Quegli anni videro la comunità parrocchiale di Venegono Superiore
impegnata a fianco di don Bruno e di don Maurizio, coadiutore, su problematiche
sociali di grande rilievo come l’aborto, nell’organizzazione
delle attività connesse al 20° Congresso eucaristico sul tema
“L’Eucaristia al centro della comunità e della sua
missione”, al centenario dell’istituto delle Suore Adoratrici,
all’organizzazione dell’oratorio come punto di confluenza
di età e di esperienze diverse.
Primo Consiglio: 3 ottobre 1982
Il 3 ottobre 1982 si svolsero le votazioni per l’elezione del primo
Consiglio pastorale. Era l’inizio di un cammino tendente a un continuo
miglioramento, per un aiuto vero alle necessità della comunità,
per un’apertura sempre più attenta ai problemi di realtà
al di fuori della parrocchia (decanato, diocesi…), esprimendo così
la partecipazione dei fedeli alla vita di tutta la Chiesa.
La richiesta dell’Aermacchi, impegnata nel settore della produzione
bellica, per l’acquisto di parte del terreno di proprietà
del beneficio parrocchiale per costruire una nuova strada a nord della
pista aeroportuale, fu l’occasione per una catechesi, guidata da
monsignore Attilio Nicora, delegato dall’arcivescovo per l’apostolato
dei laici, sulle acquisizioni della coscienza cristiana in materia di
disarmo e di pace.
L’attività del Consiglio pastorale si concretizzò:
* nello studio e nella meditazione delle lettere dell’arcivescovo
Partenza da Emmaus e Testimoni del Risorto;
* nella partecipazione viva alla celebrazione dell’eucaristia, come
espressione fondamentale per creare una comunità missionaria;
* nell’aiuto alle missioni, dove operano missionari e missionarie
venegonesi: India, Zaire, Uganda;
* nell’aiuto alla “Cooperativa Solidarietà” per
ragazzi disabili promossa da un gruppo di laici di Venegono Superiore,
con sede momentanea a Castiglione Olona.
Intensa e continua fu la riflessione sulla catechesi agli adulti in vista
del Convegno catechistico diocesano che si sarebbe svolto a Busto Arsizio
dal 30 settembre al 6 ottobre 1984. Il cammino di preparazione al Convegno
fu realizzato attraverso la definizione delle finalità del Convegno,
nato dalla mente e dal cuore dell’arcivescovo come conseguenza e
continuità del Congresso Eucaristico: l’eucaristia diventa
missione e testimonianza cristiana.
Nel maggio 1984 la diocesi di Milano pubblicò il Direttorio per
i Consigli Pastorali Parrocchiali; e in ottemperanza alle indicazioni
del documento il Consiglio decise di avvalersi del giornale parrocchiale
“Il Sangiorgio” per dare “opportuna pubblicità
ai suoi lavori”. Elesse i moderatori e il segretario del Consiglio,
istituì la Commissione catechistica con lo scopo di studiare, animare
e coordinare tutta l’attività di catechesi e di evangelizzazione
della comunità, la Commissione Famiglia, la Caritas e successivamente
la Commissione per la liturgia e l’oratorio.
Il 18 febbraio 1984 venne stipulato il nuovo Concordato tra Chiesa e Stato
Italiano, in sostituzione del precedente del 1929. Il Consiglio, su sollecitazione
di Don Bruno, aprì una riflessione sul tema dei rapporti tra Chiesa
e mondo, tra fede e impegno sociale e politico, facendo riferimento ai
documenti del magistero del concilio Vaticano II, alla Gaudium et Spes,
agli atti del Convegno Ecclesiale su “Evangelizzazione e Promozione
umana”, ai documenti La Chiesa italiana e le prospettive del paese
e Comunione e Continuità, oltre al piano pastorale Partenza da
Emmaus.
Dalla riflessione emerse che il rapporto tra comunità ecclesiale
e comunità civile può e deve essere solo in prospettiva
del Regno di Dio. Compito del cristiano non è quello di edificare
la Chiesa nell’ambito sociale, ma di evidenziare come i soli valori
umani non bastino, se gli stessi non sono riferiti a Dio e vissuti in
sintonia col vangelo.
Il Consiglio pastorale aprì inoltre una lunga riflessione sulle
conclusioni operative del Convegno Catechistico, indicate in otto punti
dal cardinale Carlo Maria Martini durante la messa solenne in duomo per
la festa della Dedicazione e in occasione della Giornata missionaria mondiale.
In sintonia con tali indicazioni e con quelle del vicario di zona monsignore
Bernardo Citterio, al termine del Convegno decanale tenutosi a Tradate
il 2 febbraio 1985, il Consiglio pastorale formulò le modalità
concrete di attuazione.
* Per attuare una catechesi per adulti regolare e sistematica: incontri
settimanali; catechesi settimanali dei Padri Comboniani a Radio Studio
5 e a Radio Teletradate in collegamento con Radio A; catechesi “unitaria”
durante l’avvento e la quaresima.
* Per i gruppi, le associazioni, i movimenti: particolare attenzione e
approfondimento catechistico alle lettere pastorali dell’arcivescovo,
che tracciano di volta in volta l’itinerario pastorale della Chiesa
locale.
* Per la formazione di catechisti per gli adulti: la formazione di gruppi
catechisti per la catechesi ai genitori che chiedono i sacramenti dell’iniziazione
per i loro figli, in aggiunta al gruppo catechisti, già operante,
per la preparazione dei fidanzati al matrimonio. La preparazione specifica
veniva demandata all’apposita Scuola decanale o a incontri parrocchiali.
* Per l’attenzione vocazionale al matrimonio, alla famiglia: incontri
di educazione sessuale proposti annualmente ai ragazzi di terza media
e di prima superiore; “Tre sere” sulla procreazione responsabile
con la proposta dei metodi naturali ai ragazzi di 18 anni;
i corso per fidanzati, in preparazione al matrimonio.
Secondo Consiglio: 1° dicembre 1985
Il 1° dicembre 1985 si svolsero le elezioni del secondo Consiglio
pastorale. Il numero dei consiglieri fu ridotto da trenta a venti. Alle
votazioni partecipano oltre cinquecento persone.
Il Consiglio proseguì il cammino indicato dal piano pastorale,
soffermandosi in modo particolare sul terzo aspetto proposto dall’arcivescovo:
la carità.
Quattro furono gli ambiti operativi del nuovo piano pastorale:
* La formazione culturale e religiosa attraverso la catechesi per tutti
gli adulti, il mercoledì presso l’asilo, il giovedì
presso l’oratorio maschile; il Corso di formazione teologica biennale,
presso la Casa della cultura di Tradate, la Scuola della Parola con incontri
mensili in San Vittore a Varese; la Scuola della preghiera con incontri
settimanali presso i Padri Comboniani; le meditazioni bibliche in quaresima
in chiesa parrocchiale; i centri di ascolto e di preghiera nelle famiglie;
la “telefonata” in diretta dell’arcivescovo a radio
TeleTradate su MF. 100.06 in collegamento con Radio A.
* Per Farsi prossimo: con la santa messa della “Carità”,
celebrazione mensile con riflessione sui cinque itinerari della carità
proposti dall’arcivescovo; le visite agli ammalati in ospedale,
nei ricoveri con incontri settimanali e mensili; il Fondo di solidarietà
con destinazione di una quota mensile dello stipendio familiare per chi
ha più bisogno; l’accoglienza in famiglia dei ragazzi della
Cooperativa Solidarietà nei giorni di sabato e di domenica; l’aiuto
alle missioni in India (collegamento con suor Lorenza), in Zaire (collegamento
con suor Alfonsa), in Uganda (collegamento con Filippo e Luciana Ciantia);
la solidarietà con la Polonia.
* Attività culturali per il 50° di consacrazione della chiesa
parrocchiale: ricerca storico-artistica sulle quattordici tele della Via
Crucis (secolo XVII); ricerche sull’altare (secolo XVII) della chiesa
parrocchiale, a cura di ricercatori dell’Università Cattolica
di Milano in collaborazione con un gruppo culturale locale; pubblicazione
della ricerca; concerto polifonico del cinquantenario; concorso e mostra
fotografica sul tema: “Le chiese e la religiosità popolare
in Venegono Superiore”; borsa di studio di un milione per una tesi
di laurea su “La storia della chiesa parrocchiale di Venegono Superiore
nel contesto socio-culturale del tempo”.
* “Itinerari della carità”: a Torino, “sulle
Orme di Don Bosco e del Cottolengo”; in Terra Santa, “sulle
Orme di Gesù”; ad Assisi; a Lourdes, pellegrinaggio con gli
ammalati; a Milano, pellegrinaggio alla Cattedrale; nel 1986 la preparazione
del pellegrinaggio in Polonia.
Il Convegno diocesano sulla carità del novembre 1986 chiuse l’anno
del “Farsi Prossimo”.
Al termine del mandato il secondo Consiglio pastorale poteva così
sintetizzare gli aspetti che ne avevano caratterizzato maggiormente il
cammino:
* il costituirsi di gruppi e movimenti: i catechisti, il coro “San
Giorgio”, i gruppi familiari, Caritas, Oratorio, Comitato Santa
Maria; Comitato Santa Caterina, Azione Cattolica, ACLI, CL, Rinnovamento
nello Spirito;
* la progressiva ripresa dell’oratorio maschile come luogo di formazione
e di crescita nella fede;
* il rinnovo di strutture importanti come il restauro della chiesa di
Santa Caterina, della casa parrocchiale, e gli interventi all’oratorio;
* la conoscenza approfondita dei piani pastorali diocesani proposti dalle
lettere annuali dell’arcivescovo: Dio educa il suo popolo e Itinerari
educativi;
* la formulazione di progetti pastorali, che pur nella loro parzialità,
segnano positivamente un itinerario spirituale; la proposta della catechesi
per gli adulti, il gruppo catechisti, il 50° della consacrazione della
chiesa parrocchiale, le proposte per i tempi di avvento e quaresima, l’anno
mariano, il mese di maggio;
* la buona riuscita delle giornate di studio e di preghiera (a Villa Mater
Dei, a Castello, a Caravate…):
* una maggiore consapevolezza dei problemi della comunità.
Terzo Consiglio: 9 aprile 1989
Il 9 aprile 1989 furono eletti i trenta consiglieri del terzo Consiglio,
per il triennio 1989-1992.
I temi in oggetto della riflessione del Consiglio furono:
* le vocazioni, per le quali ci si impegnò a pregare nelle messe
del mattino e della sera nella settimana che precede la Giornata del seminario
e un martedì al mese;
* la Catechesi per gli adulti, sul tema “il vangelo della carità”,
dal documento della CEI Evangelizzazione e testimonianza della carità;
* la Scuola materna: la partenza definitiva delle Suore Adoratrici (che
gestivano appunto la Scuola materna) investì infatti la comunità
parrocchiale di responsabilità, in conseguenza al diritto di ogni
famiglia e di ogni comunità di scegliere le modalità educative
nei confronti dei propri figli;
* l’istituzione del ministero dei ministri straordinari della comunione:
ministero nel quale i laici ricevono il mandato di portare l’eucaristia
agli ammalati impossibilitati a muoversi;
* l’istituzione della Commissione liturgica, per favorire il coinvolgimento
nei vari ruoli (assemblea, animatori, lettori, cantori, chierichetti…)
e nei vari momenti dell’anno liturgico;
* la decisione di costruire il Centro parrocchiale;
* la proposta degli Incontri di cultura e formazione religiosa per gli
adulti.
Quarto Consiglio: 23 novembre 1993
Il 28 novembre 1993 si svolsero le elezioni del quarto Consiglio pastorale
parrocchiale. Le votazioni primarie del 14 novembre, con 230 schede riconsegnate,
erano state utili per formare la lista dei candidati, che successivamente
vennero votati con 686 schede. I membri eletti, aggiunti a quelli indicati
dai gruppi parrocchiali, a quelli nominati dal parroco e a quelli di diritto,
composero il nuovo Consiglio formato da ventotto persone, di cui quattordici
di nuova nomina. Tutti i componenti, dopo aver ricevuto il mandato ed
essere stati presentati alla comunità durante la santa messa nella
festività della Madonna Immacolata, si incontrarono al castello
nella giornata del 12 dicembre. In quell’occasione vennero illustrati
la situazione di Venegono Superiore e della parrocchia e il programma
pastorale per gli anni successivi.
Nelle prime riunioni si definirono i problemi pastorali più urgenti
della comunità:
* testimonianza della carità;
* eucaristia;
* catechesi;
* zone pastorali e missioni.
Si decise di procedere secondo la priorità stabilità, iniziando
dalla testimonianza della carità, in particolare focalizzandosi
sul coinvolgimento dei giovani.
Si sottolineò inoltre la necessità di ampliare la base del
gruppo Caritas con una commissione che, raggruppando diverse forze della
parrocchia, potesse assicurare una maggiore attività.
Nel corso della catechesi quaresimale dell’arcivescovo sul tema
“la Chiesa”, in armonia con l’evento sinodale, ben quindici
gruppi di ascolto della comunità di Venegono Superiore diedero
ospitalità a varie persone perché potessero seguire le riflessioni
via radio del Cardinale.
Il lavoro del Consiglio si articolò successivamente intorno a tre
argomenti:
* La nuova evangelizzazione attraverso i gruppi di ascolto nel tempo di
quaresima con le riflessioni di don Angelo; le catechesi periodiche per
gli adulti tenute da don Bruno e don Angelo; gli incontri di formazione
per i padrini dei battezzandi, per i cresimandi e anche per la prima comunione;
i corsi per i fidanzati, tenuti da diverse coppie di sposi; gli esercizi
spirituali che videro il coinvolgimento di molti parrocchiani. Tali iniziative
furono favorite dalle esperienze maturate negli anni precedenti e avrebbero
potuto spesso avvalersi di un luogo agevole e accogliente quale il nuovo
Centro parrocchiale.
* La visita decanale: il decano don Stucchi fu presente a Venegono in
tre momenti diversi: per la concelebrazione eucaristica con monsignore
Marco Ferrari nella chiesa parrocchiale, per la partecipazione a una riunione
speciale del Consiglio pastorale e del Consiglio per gli affari economici,
per l’incontro con i sacerdoti seguito dalla visione dei registri
parrocchiali obbligatori. Fu un momento di condivisione importante, che
avrebbe dato inizio a una collaborazione e a un cammino in comunione tra
le parrocchie del decanato.
* L’inizio dell’unità pastorale giovanile fra le parrocchie
di Venegono Superiore e Venegono Inferiore: le due parrocchie mossero
i primi passi lungo un cammino che le avrebbe portate a unificarsi: un
solo corpo, un solo Spirito, un solo Signore. Sin dalle prime riunioni,
finalizzate a una reciproca conoscenza, si delinearono molte possibilità
di mettere a frutto le diverse ricchezze che entrambe le parrocchie racchiudono
in sé.
Quinto Consiglio: 20 ottobre 1996
Il 20 ottobre 1996 si svolsero le votazioni durante le sante messe.
Il Consiglio pastorale, presentato alla comunità il successivo
3 dicembre, era il quinto della parrocchia di Venegono Superiore ed era
il primo eletto con le indicazioni introdotte dal Sinodo Diocesano XLVII.
Era prevista la durata di cinque anni e quindi sarebbe scaduto nel 2001.
Don Bruno ricordò che il Consiglio pastorale parrocchiale rappresenta
l’immagine della fraternità della comunità parrocchiale
e costituisce lo strumento per l’assunzione di decisioni comuni.
Dai ventidue membri che lo componevano era rappresentata la comunità
in tutte le sue componenti: sacerdoti, religiosi, laici eletti e nominati
dal parroco e di diritto.
Il Consiglio pastorale si tenne in stretta relazione con gli altri organismi
parrocchiali, tra cui il Consiglio per gli affari economici, strumento
previsto come aiuto al parroco per l’esercizio della sua responsabilità
amministrativa. Sin dai primi incontri il Consiglio diede priorità
alla riflessione sulla realtà dell’unità pastorale.
Le realtà parrocchiali di Venegono Superiore e Venegono Inferiore
(già da un anno sotto la guida di don Angelo) seguirono un unico
progetto per l’oratorio feriale, il campeggio, le giornate di spiritualità,
le feste liturgiche (con luogo di ritrovo ora all’oratorio di Venegono
Inferiore ora al Centro parrocchiale di Venegono Superiore).
Il 2 marzo, il nuovo Consiglio pastorale visse a Triuggio una intensa
giornata di spiritualità, guidata da monsignore Luigi Manganini,
sui temi della fede di fronte al contesto postmoderno del nostro tempo,
caratterizzato da un “individualismo selvaggio”, e sul modo
di vivere questa fede nell’autenticità dell’essere
consigliere. La riflessione conclusiva portò alla definizione della
“spiritualità del consigliere”: una spiritualità
precisa, duratura, incondizionata, non solo durante le sedute del Consiglio
ma anche nel quotidiano.
il 1997 fu il primo dei tre anni che precedettero il grande Giubileo del
2000. A tale proposito Giovanni Paolo II invitò tutta la Chiesa,
attraverso la sua lettera apostolica Tertio millennio adveniente, a prepararsi
al Giubileo, a riflettere in particolare sulla figura di Cristo per l’anno
1997, dello Spirito Santo per il 1998, di Dio Padre per il 1999. Due furono
i momenti rilevanti per l’anno cristologico: la “rilettura”,
a livello di diocesi, della vita di sant’Ambrogio nel XVI centenario
della sua morte, e il XXIII Congresso eucaristico nazionale dal 20 al
28 settembre a Bologna, per recuperare il senso profondo del rapporto
dei cristiani con Cristo.
Nelle successive sessioni il Consiglio pastorale affrontò il tema
della partecipazione alla santa messa festiva e quello dell’elaborazione
di un progetto per una migliore celebrazione che coinvolgesse più
intensamente i fedeli. A tal fine un gruppo di consiglieri, guidato, su
proposta di don Bruno, da don Davide Colombo, responsabile dell’Ufficio
statistica della Curia, elaborò una scheda di indagine statistica
per rilevare la consistenza della partecipazione e un questionario per
rilevare la qualità della partecipazione.
Il 30 novembre 1997 la comunità di Venegono Superiore accolse il
cardinale Martini per l’inaugurazione e la benedizione del nuovo
Centro parrocchiale “Shalom”: era il raggiungimento di un
obiettivo perseguito con tenacia, nonostante le difficoltà di tipo
soprattutto economico.
Il 1998 vide il trasferimento di don Angelo Puricelli a Melzo, sostituito
dal nuovo coadiutore don Michele, la professione religiosa perpetua di
suor Maria Regina, sostituita da suor Cristina; la malattia di don Bruno,
testimone dell’importanza della fede e della preghiera quale unico
vero conforto nella sofferenza.
In preparazione all’anno giubilare la comunità di Venegono
Superiore fece l’esperienza di una settimana di esercizi spirituali,
dal 23 al 27 novembre, tenuti da padre Enrico Boffi, del monastero dei
Barnabiti di Caravate, sul tema “Riscopriamo il volto del Padre”,
secondo l’indicazione del cardinale Martini nella lettera pastorale
Ritorno al Padre di tutti. La riflessione fu un aiuto per la comunità
cristiana a riscoprire nella propria vita la presenza paterna di Dio.
Per quell’anno, dedicato allo Spirito Santo, il Consiglio decise
di introdurre una preghiera allo Spirito Santo per tutto il tempo pasquale,
da inserire dopo la preghiera universale.
La prima riunione del Consiglio del 1999, anno di Dio Padre, si aprì
con l’invito di don Bruno a riflettere durante la quaresima sul
dono prezioso di un Padre misericordioso che vigila, guida e perdona.
La relazione di don Michele sull’unità pastorale con Venegono
Inferiore e sulla pastorale giovanile, individuò quattro ambiti
di lavoro: la formazione degli educatori, gli itinerari formativi per
le varie fasce di età, la proposta spirituale, il tempo estivo;
sottolineò inoltre l’importanza della presenza di nuove figure
laiche, quali i responsabili degli oratori.
Le ultime sessioni dell’anno videro il Consiglio pastorale impegnato
nella riflessione sulla lettera pastorale Quale bellezza salverà
il mondo, sulle finalità delle iniziative promosse per il Giubileo,
visto come un momento del grande pellegrinaggio dell’umanità
verso il Padre, e sul concetto di bellezza come espressione visibile del
bene.
Importante momento di aggregazione fu anche la festa della Comunità
per il fine Millennio. Don Bruno sottolineò l’importanza
di fare festa insieme con i giovani, coinvolgendoli nell’animazione.
La riunione straordinaria dei Consigli pastorali di Venegono Superiore
e Inferiore del 1° dicembre 1999, cui furono invitati i membri della
Commissione affari economici, i catechisti, la Commissione liturgica,
i ministri straordinari della comunione, la Caritas, l’Azione Cattolica,
il gruppo Rinnovamento nello Spirito, i gruppi familiari, annunciò
la grande Missione cittadina che si sarebbe celebrata dall’11 al
25 febbraio 2001.
Don Bruno indicò i tre momenti salienti del cammino verso la Missione
cittadina: la preparazione, la celebrazione, il dopomissione; invitò
tutti a iniziare il nuovo cammino con fiducia, seguendo le indicazioni
dell’arcivescovo nella sua lettera pastorale Quale bellezza salverà
il mondo, nella consapevolezza che la missione è un momento di
grazia, una luce, un fuoco che può cambiare il volto e il cuore
della parrocchia. Padre Patrizio Garascia dei Padri Missionari di Rho,
responsabile dell’organizzazione delle Missioni, presentò
la finalità delle Missioni, le modalità e i tempi della
celebrazione, le tappe della predicazione.
Punto di forza della Missione dovevano essere i gruppi di ascolto nelle
case, attraverso la figura dell’animatore, dell’ospitante,
del visitatore. Il ruolo chiave è quello dell’animatore:
un laico che si mette a disposizione per imparare a guidare i gruppi del
vangelo nelle case, dopo aver frequentato la scuola di formazione presso
la casa dei Padri Missionari di Rho. Perché raggiungere un adeguato
numero di persone disponibili a diventare animatori, il Consiglio pastorale
istituì una commissione, con il compito di coordinare il lavoro
e di informare le due parrocchie di quanto si andava organizzando.
Il 13 marzo 2001 l’arcivescovo invitò in duomo tutti i componenti
dei Consigli pastorali parrocchiali per un momento di preghiera all’inizio
della quaresima, per l’assunzione di un compito finalizzato alla
celebrazione dell’Anno Santo. Il Consiglio pastorale individuò
come area di impegno l’attenzione costante e la visita agli ammalati
che sono in casa o nei ricoveri.
Il quinquennio pastorale volgeva al termine, e il 3 aprile 2000 i due
Consigli pastorali di Venegono Inferiore e Superiore si incontrarono con
il decano don Stucchi per la verifica e la progettazione di massima dell’immediato
futuro. Contenuti della verifica furono la pastorale d’insieme,
la corresponsabilità e la ministerialità dei laici. La parrocchia
di Venegono Superiore aveva già percorso un buon tratto di cammino
verso la pastorale d’insieme. Certamente l’esperienza dell’unità
pastorale aveva contribuito ad accrescere nelle due parrocchie la coscienza
di appartenenza al decanato.
Per gli adolescenti e i giovani, il problema di creare unità non
sussisteva, anzi essi avevano sfruttato bene le diverse proposte quali
il campeggio, l’oratorio feriale, le feste, le giornate sulla neve,
per vivere in comunione di intenti.
Nell’assemblea straordinaria del 29 giugno mosignore Marco Ferrari
comunicò la partenza di don Michele come missionario in Zambia
e, non potendo sostituirlo per carenza di sacerdoti, affidò a suor
Cristina Clerici, Ausiliaria Diocesana, la funzione di direttore dell’oratorio,
secondo quanto stabilito dalla costituzione 232 del Sinodo. L’assemblea
ebbe avuto anche momenti particolari di tensione e di sofferenza per la
decisione di non sostituire più il coadiutore.
La ripresa del nuovo anno pastorale fu un invito per tutti a camminare
insieme con corresponsabilità, secondo le direttive della nuova
lettera pastorale La Madonna del Sabato Santo. Don Bruno propose di dare
maggiore spazio alla riunioni dei gruppi e delle commissioni. Queste avrebbero
dovuto proporre il proprio cammino, che sarebbe poi stato approvato dal
Consiglio pastorale.
La celebrazione della Missione cittadina dall’11 al 25 febbraio
fu una vera esperienza di gioia e di comunione. Il Consiglio pastorale
si trovò impegnato a individuare le modalità per dare continuità
alla Missione. Per la pastorale degli ammalati si costituì un organigramma,
con a capo un coordinatore, che prevede sette responsabili di zona in
contatto con don Bruno e con suor Cristina, e volontari che si impegnano
a visitare gli ammalati come rappresentanti della comunità. La
Missione lasciò come preziosa eredità la costituzione di
tredici centri di ascolto.
Il quinto Consiglio pastorale si avviava alla conclusione del suo mandato
con la riflessione sulla lettera pastorale del cardinale Martini Sulla
tua Parola, il testamento spirituale dell’arcivescovo ormai prossimo
alle dimissioni per limiti di età, dopo ventidue anni di ministero
nella diocesi di Milano.
Nella prima parte il Cardinale eleva una lode a Dio, esprimendo il suo
stupore, la sua meraviglia e il suo ringraziamento per quanto ha operato
negli anni del suo ministero a Milano. Questo è lo spirito eucaristico:
rendere grazie, lasciarsi prendere dallo stupore per quello che il Signore
opera nell’uomo.
La seconda parte è la constatazione dei limiti, dei peccati, delle
molteplici inadempienze; è il senso della fatica e del peso del
peccato, cui segue la richiesta di perdono: è il Vescovo che si
confessa.
Nella terza parte il cardinale si rivolge al Signore per rinnovargli la
sua fede e la fiducia nella sua mMisericordia che perdona e risana.
La sua triplice “confessio” è importante per comprendere
che cos’è la fede cristiana, quale deve essere la dimensione
vera della vita cristiana, sia a livello personale che a livello di comunità.
Nel nuovo anno, il Consiglio propose alcune importanti attività:
gli incontri dei genitori dell’iniziazione sarebbero stati guidati
da specialisti del Centro catechistico dei Salesiani di Arese, per una
maggiore responsabilizzazione nella loro funzione educativa; anche a loro
sarebbero stati proposti i gruppi del vangelo, in oratorio, in sostituzione
della catechesi mensile, con il supporto dei Padri Missionari di Rho;
i ragazzi avrebbero ricevuto i sacramenti quando fossero realmente preparati,
rompendo così l’automatismo con i tempi della scuola e favorendo
quanto più possibile un rapporto di amicizia con Gesù e
tra i ragazzi stessi, con i cammini differenziati.
Sesto Consiglio: 30 ottobre 2001
Il 30 ottobre 2001 si è riunito il nuovo Consiglio Pastorale. Vi
erano presenza sei nuovi membri. Tre sono stati i problemi urgenti della
vita parrocchiale che don Bruno ha affidato al nuovo Consiglio: educare
alla fede in oratorio, educare all’ascolto della parola di Dio nei
gruppi del vangelo, estinguere il debito residuo dovuto alla realizzazione
del Centro parrocchiale.
Don Bruno ha proposto di ripartire dal progetto educativo del 1993, che
ha visto la realizzazione del nuovo oratorio, delle Missioni, dei gruppi
del vangelo, dei gruppi dell’evangelizzazione; e ha suggerito di
svilupparlo ulteriormente, ponendo come nuova meta per il quinquennio
in corso la realizzazione della Scuola per genitori.
L’“educare” è stato, per ben tre anni consecutivi,
l’argomento trattato dal cardinale nelle sue lettere pastorali:
un problema basilare che richiede non solo strutture ma comportamenti
atti a favorire lo sviluppo della personalità in ogni ragazzo.
Il progetto è rivolto a tutti, anche a chi non frequenta la Chiesa.
Attenzione particolare è rivolta alla metodologia. Si decide di
organizzare una “tre sere” per i genitori sul tema “Essere
genitori e la relazione tra genitori e figli”, e una “tre
sere” sul tema “Il diventare coppia”.
La catechesi per gli adulti attraverso i centri d’ascolto è
l’altro problema di fondo. Le Missioni popolari tenute dai Padri
di Rho hanno indicato la strada da seguire, hanno insegnato un metodo
serio e rigoroso per riflettere sulla parola di Dio, scoprendone la bellezza
e l’attualità.
Su tale via il Consiglio pastorale parrocchiale si propone di continuare
per un più vasto e organico discorso sulla conoscenza della Parola
di Dio.
Settimo Consiglio: testo in preparazione
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