Chiesa di

SAN GIORGIO MARTIRE

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Chiesa parrocchiale di S.Giorgio Martire:interno

Chiesa parrocchiale di S.Giorgio Martire:Madonna del Santo Rosario patrona della parrocchia,statua lignea del XVIII.

Link utile:La meravigliosa storia del Rosario

Chiesa parrocchiale di S.Giorgio Martire:facciata della Chiesa con statue di santi

Chiesa parrocchiale di S.Giorgio Martire(1902-1936)

Cenni Storici


II documento piu’ antico mette a conoscenza che dal 28 Novembre 1481 Polidoro Castiglioni esercita le fiunzioni di parroco di S. Giorgio in Venegono Superiore. La prima notizia certa dell'esistenza della chiesa di S. Giorgio, localizzata presso il torrente omonimo (oggi interrato ), risale al 1495. Sembra che la sua fondazione risalga a qualche decennio prima, visto che vari indizi fanno supporre che la sua origine sia della meta’ del secolo XV. Polidoro Castiglioni risultava essere figlio legittimato del Conte Francesco Castiglioni. Nel 1495 la chiesa era di 24 per 11 braccia, attiguamente vi era la casetta parrocchiale, questo nucleo era isolato dall'abitato concentrato attorno alla collina dove sorgeva il castello dei Conti Castiglioni, posizionato ad est della chiesa. Attorno alla chiesa vi erano pertanto vigneti, campi coltivati e boschi. Nella Visita Pastorale del 1570, S. Carlo Borromeo chiese la riedificazione sullo stesso luogo di una chiesa piu ampia, specificando che i lavori avrebbero dovuto iniziare entro l'anno. La facciata doveva avere tre porte, appena dentro a sinistra si doveva edificare la cappella per il Battistero e la sacrestia doveva essere costruita dalla parte opposta della casa parrocchiale. Del 15 Marzo 1582 sono quattro i progetti di ampliamento della chiesa, i quali ci rivelano le sue dimensioni a questa data e orientamento che essa aveva. In particolare la chiesa era orientata con l'abside rivolta a levante, l'aula aveva dimensioni di 10 per 15 braccia e l'abside misurava 6 per 6 braccia. Affiancate al lato settentrionale dell'aula c'erano la sacrestia e la casa del curato; la prima verso levante, la seconda verso ponente. Questi progetti erano stati fatti per ampliare la chiesa, realizzando un'aula di 15 per 30 braccia con abside di 6 per 12 braccia. Su questi disegni sono rappresentate le piante della chiesa esistente e di quella di progetto. Da tutti e quattro i disegni, si puo' vedere che per la progettazione si sono rispettate le volonta di S. Carlo Borromeo. Tre di
questi progetti hanno la particolarita' di orientare la chiesa con l'abside rivolta a meridione.Nella Visita del 1596 le strutture della nuova chiesa erano ultimate ma non rifinite: il pavimento era ancora da fare, le pareti erano ancora grezze, la sacrestia era ancora al posto di prima ed era comunicante con la casa parrocchiale; il campanile era stato elevato. Nella Visita Pastorale del 1606, il Card. Federico Borromeo trovo' la chiesa con le pareti non ornate da pitture, ed invito' ad affrescarle quanto prima possibile, mentre il campanile doveva essere sopraelevato. Solo in una Visita Pastorale del 1706, si trovo' la chiesa rifinita e ben ornata. Dalle mappe del Catasto Teresiano del 1718, possiamo notare che a meridione della chiesa, si stendeva per tutta la sua lunghezza il cimitero. Nella Visita del 1747 il Card. Pozzobonelli diede una descrizione esauriente della chiesa, nella forma rimasta fino all'inizio del nostro secolo. Dalla descrizione la facciata era ornata con affreschi riproducenti immagini di Santi. L'aula interna era ad una sola navata di 33 per 15 cubiti, con cinque cappelle ognuna delle quali affrescata con dipinti ed illuminata da una finestra. La cappella principale era corrispondente al presbiterio con l'altar maggiore, il Battistero era nell'angolo di nord-ovest, la cappella del rosario nell'angolo di nord-est e sul lato sud le cappelle di S. Carlo Borromeo e della Vergine. Il 6 Agosto del 1795 il parroco chiede un sussidio da impiegarsi nelle riparazioni per la chiesa danneggiata dai fulmini. Nel 1889 e' stata redatta dal Cessato Catasto Lombardo - Veneto la planimetria di Venegono Superiore in cui risulta la chiesa. La chiesa e’ cambiata differentemente dal resto dell'edificato e, nella campitura sono comprese parte della casa parrocchiale e la sacrestia. Questa chiesa rimase inalterata sino ai primi del '900 quando e' stata oggetto del restauro. Esternamente la facciata era scandita da due lesene sugli angoli, sormontate da un timpano spezzato ornato con acroteri, caratterizzata dalla presenza di un solo portone centrale di ingresso (e non tre porte come voleva S.CarloBorromeo) ,superiormente a questo c'era un finestrone semicircolare diviso in tre parti. A settentrione della chiesa c'era la casa parrocchiale, a meridione c'era la sacrestia. Inoltre la facciata di questo edificio e' stata rappresentata in un affresco eseguito dal pittore Pietro Cortellezzi di Tradate nell'anno 1943, nella cappelletta dedicata a S. Rocco, posizionata nell'omonimo none del paese. Durante la Visita Pastorale del 1901, il Card. Andrea Carlo Ferrari, espresse la volonta' che si provvedesse all'ampliamento della chiesa parrocchiale. L'11 Giugno 1911 fu presentato in Comune il progetto del restauro, che inizio durante l'anno 1912, e termino' nel 1933 a causa della mancanza di fondi e del primo conflitto mondiale. L'Architetto Bombelli ci ha fatto presente che i tempi cosi' lunghi dell'esecuzione, furono dovuti all'utilizzo principale di manovalanza composta da volontari del paese, quindi non molto esperta delle tecniche usate in cantiere.

Parroci a Venegono Superiore dal 1571 ad oggi:

dal 1571 al 1588 fu Parroco il Rev. Don Angelo Fontana;
dal 1589 al 1630 il Rev. Don Baldissare Fontana;
dal 1631 al 1665 il Rev. Don Carlo Fontana;
dal 1665 al 1687 il Rev. Don Lodovico Conti;
dal 1687 al 1725 il Rev. Don Carlo Gerolamo Conti;
dal 1725 al 1743 il Rev. Don Filippo Cattaneo;
dal 1743 al 1762 il Rev. Don Gio. Batta Civelli;
dal 1762 al 1768 il Rev. Don Antonio M.a Piatti;
dal 1768 al 1775 il Rev. Don Giuseppe Antonio Pozzi;
dal 1775 al 1781 il Rev. Don Carlo Francesco Cantu;
dal 1782 al 1796 il Rev. Don Giambattista Molteni;
dal 1796 al 1821 il Rev. Don Antonio Bardelli;
dal 1822 al 1840 il Rev. Don Pietro Cattaneo;
dal 1841 al 1847 il Rev. Don Giuseppe Calzari;
dal 1848 al 1858 il Rev. Don Paolo Rainoldi;
dal 1858 al 1889 il Rev. Don Angelo Salmoiraghi;
dal 1890 al 1933 il Rev. Don Erminio Pezzoli;
dal 1933 al 1952 il Rev. Don Luigi Brambilla;
dal 1952 al 1977 il Rev. Don Gaudenzio Zaninetti;
dal 1977 al 2006 il Rev. Don Bruno Marinello;
dal 2006 il Rev. Don Maurizio Villa.